Le concentrazioni della sostanza tossica nei campioni di sangue prelevati nel corso dell’autopsia sono in concentrazioni compatibili con un avvelenamento
Antonella Di Ielsi e sua figlia Sara Di Vita, le vittime del giallo di Pietracatella, in provincia di Campobasso, sono state intossicate con la ricina. E' arrivata alla Squadra Mobile di Campobasso e alla Procura dí Larino l’anticipazione della relazione tossicologica dei ricercatori dell’Istituto Maugeri di Pavia. Il documento conferma della positività alla ricina di madre e figlia. Le concentrazioni della sostanza tossica, riscontrate nei campioni di sangue prelevati nel corso dell’autopsia sui corpi delle due donne, afferma il referto del Maugeri, sono in concentrazioni compatibili con una intossicazione acuta, un avvelenamento del sangue. Altri documenti, entro pochi giorni, verranno depositati in Procura, con la Consulenza Tecnica al completo.
Intanto l'avvocato di Gianni Di Vita, Vittorino Facciolla, ha confermato che martedì prossimo 28 aprile ci sarà un accertamento “irripetibile” sul cellulare di Alice, sorella della 15enne Sara e figlia di Antonella Di Ielsi.
Il telefonino è stato acquisito nell’ambito della prima inchiesta, quella che vede indagati per omicidio colposo cinque medici e dove Alice Di Via è parte offesa. Martedì, sul suo cellulare, alla presenza degli avvocati delle parti, verranno verificati messaggi, telefonate e cronologia degli accessi a Internet.
L’avvocato Facciolla dichiara all’Adnkronos: “Alice ha consegnato il suo telefono volontariamente e senza alcun problema, lei nell’inchiesta sui medici è parte offesa e, siccome durante la fase del ricovero della madre e della sorella, era il punto di collegamento tra familiari e sanitari, probabilmente gli inquirenti vorranno acquisire ogni informazione utile alle loro indagini”.