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Marito e moglie uccisi in Salento, la coppia massacrata con un piede di porco

11 agosto 2014 | 14.32
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Il duplice omicidio è avvenuto il 24 giugno scorso nella loro villetta di Porto Cesareo nel leccese. Tracce di vernice dell'arnese sul cranio dei due coniugi. In carcere il presunto colpevole, un 51enne del luogo, accusato di averli ammazzati per vendetta. Sembra li ritenesse responsabili della fine di una relazione con una loro nipote

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(Infophoto)

Sarebbe un 'piede di porco' l'arma del duplice omicidio di Luigi Ferrari e Maria Antonietta Parente, 54 e 56 anni, marito e moglie, avvenuto nella loro villetta alla periferia di Porto Cesareo, in provincia di Lecce, il 24 giugno scorso. E' quanto hanno accertato le indagini condotte dai carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando provinciale e dal Reparto Investigazioni scientifiche (Ris) di Roma. Questi ultimi hanno esaminato il Dna presente sui numerosi reperti e le tracce che il delitto ha lasciato dietro di sé, oltre a effettuare analisi chimico-fisiche. Titolare dell'inchiesta è il pubblico ministero della Procura di Lecce, Giuseppe Capoccia. I tecnici del Ris hanno preso in considerazione due 'piedi di porco' e i segni lasciati sulle ossa craniche delle vittime. Il primo piede di porco è stato repertato sul luogo del delitto, per la precisione nel terreno adiacente all'abitazione, mentre il secondo, simile al primo e dello stesso colore verde, è stato sequestrato in un negozio di ferramenta di Avetrana, in provincia di Taranto, nei giorni successivi al reato, dai carabinieri del Nucleo Investigativo. Lì il presunto assassino Vincenzo Tarantino, 51enne, originario di quel centro ma residente a Porto Cesareo, arrestato e ancora detenuto, avrebbe comprato l'attrezzo nella settimana precedente al delitto, come emerge da alcune testimonianze. Tarantino è l'ex convivente di una nipote della coppia. Le vernici di entrambi gli arnesi, dello stesso tipo e lunghezza, corrispondono alle tracce trovate sulle ossa del cranio dal medico legale in sede di autopsia sui cadaveri dei coniugi. Il movente dell'omicidio è stato individuato nella rapina ma anche in un desiderio di vendetta covato dall'uomo che riteneva la coppia all'origine della separazione dalla sua ex compagna.

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