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Biotech: medicina di precisione in emofilia, il punto a convegno Aice

27 ottobre 2016 | 08.19
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Fare il punto sulla medicina di precisione, quell’approccio terapeutico che ha l’obiettivo di offrire al clinico e al paziente la migliore personalizzazione, garantendo al sistema sanitario nazionale anche l’ottimizzazione dei dosaggi terapeutici. E' l'obiettivo del simposio "Verso un mondo senza sanguinamenti attraverso la medicina di precisione: è un obiettivo oggi possibile?", in programma venerdì al convegno dell’Associazione italiana centri emofilia (Aice), in corso a Bologna fino al 28 ottobre. Al tradizionale appuntamento annuale del mondo clinico dell’emofilia partecipa per la prima volta Shire che, dopo l’unione con Baxalta, si candida a diventare l’azienda biotech leader nel campo delle malattie rare.

Nel corso dell'incontro il presidente Aice Giovanni Di Minno e la vicepresidente Elena Santagostino modereranno gli interventi di Johannes Rischewski, Raimondo De Cristofaro, Angiola Rocino e Maria Elisa Mancuso, focalizzati sul miglioramento della qualità di vita dei pazienti, sugli strumenti per il calcolo della farmacocinetica individuale nella profilassi dell’emofilia A, oltre che di sicurezza ed efficacia dei trattamenti nella profilassi dell’emofilia A con inibitori e nelle nuove frontiere di cura dell’emofilia A acquisita.

Il concetto di medicina di precisione in emofilia approfondisce Di Minno, anche responsabile del Centro emofilia di Napoli, "significa calare le raccomandazioni per il monitoraggio e il trattamento che derivano dalla letteratura scientifica nella realtà clinica del singolo paziente, in modo che le scelte specifiche del farmaco o del regime di trattamento possano assicurargli la migliore efficacia e sicurezza, in relazione alla sua storia precedente (emorragie, stato delle articolazioni, inibitori), alla farmacocinetica, ma anche al suo stile di vita ed esigenze psicologiche e sociali".

E sulla profilassi personalizzata parte integrante della medicina di precisione, rispetto agli strumenti in grado di calcolare la farmacocinetica individuale, Di Minno ricorda che "questi strumenti facilitano il lavoro del medico nel definire le modalità più adeguate di somministrazione del farmaco (dose e intervalli di infusioni), tali da ottimizzare la protezione che il regime di profilassi può offrire in quello specifico paziente e migliorare anche l'aderenza al trattamento. Ovviamente i dati ottenuti con questi tools vanno attentamente verificati nel monitoraggio della terapia e non va dimenticato che dalla valutazione farmacocinetica individuale si può ottenere una serie di informazioni più complete".

"Shire rinnova convinta il suo sostegno ad Aice - Fabrizio Capetta, Business Head Hematologye - la nostra presenza al convegno annuale, insieme ai contenuti che presenteremo, rappresenta il miglior segnale di continuità nei confronti della comunità scientifica e di tutti gli stakeholder del mondo emofilia. Per consolidare la nostra leadership nell’ambito delle malattie rare, ancora una volta ribadiamo la nostra visione di un mondo senza sanguinamenti".

"Negli anni - si legge in una nota - la divisione ematologia che oggi fa parte di Shire, ha sviluppato innovazioni pionieristiche e migliorato le condizioni di vita di pazienti in tutto il mondo, tramite un’intensa collaborazione con i sistemi sanitari, con la comunità medico-scientifica e con le organizzazioni dei pazienti. Dalla lavorazione dei plasmaderivati ai più recenti fattori ricombinanti, dai programmi di assistenza a domicilio per i pazienti agli strumenti digitali (come il diario infusionale di BNect e gli strumenti per la farmacocinetica) oggi l’azienda continua a perseguire la visione di un mondo senza sanguinamenti".

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