Meloni nel Golfo, ultima tappa negli Emirati: il punto su prospettive conflitto in Iran e stop ostilità con il presidente

A conclusione del suo tour regionale in cui ha toccato Arabia Saudita e Qatar, l'incontro con Sheikh Mohamed bin Zayed Al-Nayyan

La premier Giorgia Meloni  - Palazzo Chigi
La premier Giorgia Meloni - Palazzo Chigi
04 aprile 2026 | 08.16
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A conclusione del suo tour regionale in cui ha toccato Arabia Saudita e Qatar, la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, si è recato negli Emirati Arabi Uniti per un incontro con il presidente Sheikh Mohamed bin Zayed Al-Nayyan.

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La premier, nel sottolineare come la sua visita esprima la forte vicinanza dell’Italia a una Nazione amica, vittima di continui attacchi dell’Iran, ha tenuto a manifestare profonda gratitudine per il sostegno ricevuto alle operazioni di rimpatrio dei turisti in transito e delle migliaia di cittadini italiani presenti negli Emirati all’inizio del conflitto si legge in un comunicato di palazzo Chigi. In tale quadro, il colloquio ha focalizzato l’attenzione sulle prospettive del conflitto e sulle condizioni necessarie per la cessazione delle ostilità, a partire dalla necessità di assicurare la libertà di navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz. La conversazione ha infine permesso di fare il punto sulla cooperazione bilaterale, con particolare riferimento a un ulteriore rafforzamento degli investimenti reciproci nei settori strategici dell’energia, della difesa e della sicurezza.

La presidente del Consiglio ieri sera era stata ricevuta dal principe ereditario e primo ministro dell’Arabia Saudita, Mohammed bin Salman. Meloni "ha voluto esprimere, con la sua presenza, la vicinanza dell’Italia all’Arabia Saudita", scrive sempre palazzo Chigi. Nel corso del colloquio, si legge ancora, "i due leader hanno discusso dell’assistenza militare difensiva fornita dall’Italia, confrontandosi sulle prospettive del conflitto e sugli sforzi in corso per una soluzione diplomatica e, più ampiamente, su come promuovere un quadro regionale che possa uscire dall’attuale ciclo di conflittualità. L’incontro ha anche permesso di discutere di come assicurare gli approvvigionamenti energetici e ridurre l’impatto della crisi su imprese e cittadini". I due leader, si spiega, hanno anche concordato sull’importanza di assicurare al più presto la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz.

La presidente Meloni e il principe Mohammed hanno infine discusso del partenariato strategico lanciato tra le due Nazioni in occasione della precedente missione della presidente del Consiglio ad Al-Ula (gennaio 2025) e hanno concordato sull’importanza, ancora più nell’attuale scenario regionale e internazionale, di sviluppare una cooperazione ad ampio raggio su economia, investimenti, infrastrutture strategiche, sicurezza e difesa.

La seconda tappa in Qatar: "Assicurare libertà navigazione in Stretto Hormuz"

La presidente del Consiglio è quindi giunta a Doha per la seconda tappa della sua visita. Meloni è stata ricevuta dall’Emiro del Qatar, Sheikh Tamim bin Hamad Al-Thani. La premier, si legge in una nota di Palazzo Chigi, "ha prima di tutto ringraziato l’Emiro per l’assistenza fornita nell’evacuazione dei numerosi cittadini italiani, in particolare turisti in transito, che hanno voluto lasciare il Qatar all’inizio del conflitto" e ha sottolineato "il messaggio di vicinanza che la sua presenza intende esprimere a fronte degli attacchi iraniani al Qatar". La presidente del Consiglio e l’Emiro hanno discusso degli sforzi diplomatici in corso per l’uscita dalla crisi e "per garantire un’architettura di sicurezza regionale sostenibile", prosegue la nota.

Nel corso del faccia a faccia, Meloni e l'Emiro "hanno approfondito le questioni energetiche, anche alla luce del rapporto consolidato tra Italia e Qatar in questo ambito, confrontandosi sulle possibili azioni di mitigazione per gli shock subiti", fa sapere Palazzo Chigi. In questo quadro, Meloni "ha assicurato la disponibilità dell’Italia, attraverso le eccellenze del suo sistema produttivo, a contribuire alla riabilitazione delle infrastrutture energetiche qatarine, fondamentali per la sicurezza energetica su scala globale". È stato anche ribadito come sia "urgente e necessario assicurare la libertà di navigazione attraverso Hormuz".

I due leader "hanno infine concordato di lavorare congiuntamente per sviluppare ulteriormente la cooperazione e gli investimenti congiunti, per rafforzare ogni dimensione della sicurezza, soprattutto negli ambiti strategici della difesa, delle infrastrutture critiche, della sicurezza alimentare e della cooperazione multilaterale per la gestione dei fenomeni migratori nelle rotte mediterranee", conclude Palazzo Chigi.

Italia e Qatar concordano sulla "necessità della de-escalation e di dare priorità al dialogo politico e alle soluzioni diplomatiche come il modo più efficace per contenere la crisi in corso in Medio Oriente e il suo impatto sull'energia e sulle catene di approvvigionamento, e per salvaguardare la sicurezza energetica regionale", quanto emerso dall'incontro al Lusail Palace, secondo quanto riferisce l'agenzia di stampa di Doha Qna.

L'emiro e la presidente del Consiglio "hanno discusso degli sviluppi regionali e internazionali" nel corso del loro incontro, in apertura del quale al-Thani "ha ringraziato ed espresso apprezzamento per la posizione dell'Italia, elogiando i forti legami tra i due paesi amici".

Al-Thani e la premier Meloni hanno quindi "discusso delle relazioni di cooperazione bilaterale ed esplorato le modalità per potenziarle e svilupparle in diversi settori, in particolare in quello economico ed energetico".

La missione nel Golfo, i rapporti con Trump: cosa ha detto la premier

Meloni è il primo leader Ue e Nato a recarsi nel Golfo dopo lo scoppio del conflitto tra Usa-Israele e Iran. "Noi già come gli altri Paesi europei aiutiamo le nazioni del Golfo a difendersi dagli attacchi iraniani, lo facciamo chiaramente perché sono Paesi strategici per i nostri interessi", ha spiegato ieri la premier intervistata dal Tg1 diretto da Gian Marco Chiocci. "Sono Paesi amici - ha ricordato - ma soprattutto lo facciamo a protezione delle decine di migliaia di italiani che sono presenti nella regione". Poi, nel merito della trasferta a sorpresa nel Golfo, partita ieri, la premier ha sottolineato: "La missione è un gesto di solidarietà verso nazioni che sono amiche ma chiaramente come obiettivo ha anche quello di garantire all'Italia gli approvvigionamenti energetici che sono necessari. Io ero già stata in Algeria per garantire il gas, oggi sono nel Golfo per discutere soprattutto del petrolio: da queste nazioni proviene circa il 15% del petrolio che è necessario per l'Italia".

La crisi internazionale "sta avendo già e avrà effetti concreti negativi sull'energia e sull'economia italiana e il governo li monitora tutti quanti e intende intervenire con tutti gli strumenti che sono possibili per proteggere le famiglie e le imprese della nostra nazione, come del resto abbiamo fatto oggi con altri 500 milioni di euro destinati a prorogare fino al 1 maggio il taglio di 0,25 euro del costo del carburante", ha spiegato ancora. "Abbiamo anche ampliato la misura precedente con provvedimenti a favore degli agricoltori e delle aziende che esportano - sottolineava -. Poi l'opposizione chiaramente fai il suo lavoro però si trova anche nella fortunata posizione di chi può criticare comodamente seduto sul divano perché sono altri che devono risolvere i problemi e noi lo facciamo. Ci aspetteremmo forse un atteggiamento un po' più costruttivo".

A una domanda sui rapporti tra Roma e Washington, dopo gli attacchi di Trump alla Nato e agli alleati europei e la vicenda legata alla base di Sigonella, la premier ha risposto: "Continuo a ritenere che sul piano geopolitico l'Europa non abbia molto da guadagnare da una divaricazione con gli Stati Uniti, però il nostro lavoro è soprattutto quello di difendere i nostri interessi nazionali e quando non siamo d'accordo, dobbiamo dirlo e stavolta noi non siamo d'accordo".

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