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Metalmeccanici: "Entro novembre sindacati firmeranno rinnovo". Ma Federmeccanica frena

05 novembre 2016 | 13.37
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(Fotogramma)

Metalmeccanici verso la firma del rinnovo contrattuale. L'intesa tra Fim Fiom Uilm e Federmeccanica, con cui chiudere una vertenza che a breve compirà un anno e che ha già collezionato 20 ore di sciopero, infatti, potrebbe arrivare prima della fine di novembre.

Martedì prossimo un incontro 'politico' tra imprese e sindacati farà il punto sullo stato della trattativa e sul nodo relativo al salario. Ma volontà e percorsi sembrano aprire la strada ad un accordo. Così la pensa il leader Uilm, Rocco Palombella, che dal 'ring' della IX conferenza organizzativa della Uil, ha profilato un rush finale della vertenza con cui poter ottenere il riconoscimento del 100% dell'inflazione ex post sui salari per tre anni, il mantenimento del doppio livello contrattuale, centrale e decentrato, un pacchetto welfare a carico delle aziende con cui estendere "gratis" il fondo di sanità integrativa a lavoratori e familiari e il mantenimento degli scatti di anzianità aziendale.

"Firmeremo un contratto che resterà nella storia e lo firmeremo unitariamente, contrariamente a quanti pensavano che questo contratto l'avremmo svenduto", conclude dal 'ring' romano della Uil. Ma Federmeccanica frena, anzi stoppa, la possibilità che un accordo possa passare dal riconoscimento del 100% dell'inflazione ex post sui salari per tre anni. E' il direttore generale di Federmeccanica, Stefano Franchi, infatti, a gelare le aspettative della Uilm. "Noi restiamo coerenti con la nostra impostazione di rinnovamento contrattuale", ribadisce parlando con l'Adnkronos.

"L'obiettivo è e resta quello di rendere marginale la parte retributiva nel contratto nazionale che porta pochi benefici ai lavoratori e in proporzione costa troppo alle imprese rendendo centrale, invece, il welfare che risponde ai reali bisogni delle persone con un costo sostenibile per le aziende", taglia corto il direttore generale di Federmeccanica ribadendo il mantra imprenditoriale di questi lunghi mesi di trattativa: "Nella nostra proposta niente si mescola ma tutto si tiene". Il decalage di recupero dell'inflazione sui salari, dunque, già proposto il 28 settembre scorso, sembrerebbe confermato con una 'copertura' zero per il 2016, 100% per il 2017, 75% per il 2018 e 50% per il 2019. Così come Federmeccanica dovrebbe ripresentare sul tavolo del negoziato la richiesta di assorbimento di tutte le parti fisse del salario, chiedendo così la fine degli scatti di anzianità.

Nel fronte industriale, comunque, ci sono sensibilità diverse. E se da una parte c'è chi spinge per arrivare al più presto a un accordo, dall'altra è ancora forte l'area di chi invece vuole cogliere l'occasione del rinnovo per riformare il contratto dei metalmeccanici.

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