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Migranti, Vienna rassicura: "Non ci sarà alcun muro al Brennero". Alfano: "Evitata crisi"

28 aprile 2016 | 19.23
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Il passo del Brennero, immagine di repertorio (Fotogramma)

"Non ci sarà alcun muro, non ci sarà una barriera" al valico del Brennero. Lo ha assicurato il ministro dell'Interno austriaco Wolfgang Sobotka, che oggi ha incontrato il ministro dell'Interno Angelino Alfano. In una conferenza stampa all'ambasciata austriaca, Sobotka ha spiegato che al Brennero verranno effettuati dei controlli per fronteggiare l'eventuale flusso di migranti. "Il colloquio con il ministro Alfano - ha continuato - dimostra che l'Austria non fa nulla contro il diritto europeo. Ci muoviamo sempre sulla base del diritto europeo. Ci auguriamo la stessa cosa da tutti e solidarietà da tutti".

"Solo se necessario - ha detto Sobotka - ci saranno controlli del traffico su strada e sui treni". Un sistema, ha aggiunto, "già visibile" al confine tra Austria e Ungheria. Le misure saranno necessarie "per non essere presi alla sprovvista", visto che le stime parlano di un numero compreso "tra 200mila e 1 milione" di migranti "pronti a lasciare la Libia". Quindi, ha detto ancora il ministro austriaco, per evitare scene già viste lo scorso anno, uno "sfondamento del confine", l'Austria deve "predisporre anche il Brennero", al pari degli altri valichi. L'eventuale "recinzione" che verrà innalzata "servirà a incanalare i flussi".

Per l'Austria è dunque "fondamentale" che i migranti economici non lascino i loro Paesi. Da qui, "pieno sostegno al Piano Renzi" che punta ad accordi con i Paesi di provenienza dei migranti. Sobotka ha anche lamentato che negli ultimi anni la Ue ha lasciato "troppo soli" alcuni Paesi davanti al problema migranti, tra questi proprio Italia e Austria. Il ministro austriaco ha poi riconosciuto che negli ultimi tempi l'Italia "ha compiuto grandi sforzi" per la registrazione delle impronte digitali e per la predisposizione degli hot spot. E tuttavia, finché non ci sarà una adeguata "soluzione Ue" alla crisi, "l'Austria deve prepararsi".

Sobotka ha poi riferito della battuta di Alfano, che durante il loro incontro nel pomeriggio avrebbe definito "soldi buttati" i fondi spesi da Vienna per predisporre il valico del Brennero. Perché, avrebbe assicurato il responsabile del Viminale, "grazie al cento per cento di controlli e registrazioni effettuati dall'Italia, non ci sarà alcun flusso incontrollato di migranti".

"L'incontro con il ministro dell'Interno austriaco è stato molto schietto, franco e concreto. Abbiamo fatto chiarezza sui numeri e una comune valutazione su quello che si sta verificando al confine con l'Austria. Abbiamo evitato l'esplodere di una crisi e la chiusura del passo del Brennero", ha il ministro Alfano al termine dell'incontro con il collega austriaco.

"Ad oggi i migranti che hanno attraversato il confine provenienti dall'Austria verso l'Italia, e non viceversa, sono 2.722. Su questi - ha continuato Alfano - abbiamo avviato le procedure di riammissione. Oggi abbiamo lavorato per salvare il diritto di circolazione al Brennero e non c'è alcuna volontà da parte dell'Austria di edificare un muro. Ci saranno ancora delle attività preparatorie nel caso di uno straordinario flusso di migranti in Austria dall'Italia ma noi dimostreremo che sono soldi sprecati. L'Italia non si fa spaventare da un gabbiotto". Il ministro ha poi sottolineato che il collega "ha accolto con favore il nostro 'no' al controllo della polizia austriaca sul nostro territorio sui treni".

"Tutto quello che abbiamo fatto oggi è nella direzione di salvaguardare il diritto di circolazione, libero e sicuro, in Europa", continua Alfano evidenziando che "organizzare un blocco farebbe un enorme danno al turismo austriaco e italiano, all'import-export e al transito della persone per ragioni di lavoro".

"Abbiamo illustrato la nostra strategia e abbiamo ottenuto l'ok dell'Austria al 'Migration compact', il nostro pacchetto di misure che porteremo al vertice dei capi di Stato e di Governo dell'Unione Europea. Quindi l'Austria sostiene il piano italiano sulle migrazioni". Inoltre, "l'Austria sostiene il negoziato europeo con la Libia, ovvero sono d'accordo con noi sulla necessità di realizzare un accordo simile a quello realizzato dall'Europa con la Turchia".

Vienna ancora condivide e sostiene "l'idea, da me già annunciata, di organizzare in mare degli hotspot galleggianti: navi sulle quali si prendono le impronte digitali e si separano i migranti irregolari da quelli che chiedono asilo e ne hanno diritto", conclude Alfano.

"Abbiamo detto no - ha poi spiegato - al controllo della polizia austriaca sui nostri treni in territorio italiano in direzione del Brennero". Tuttavia, continua il ministro, l'Austria può contare su un "servizio rafforzato e maggiori controlli". "Abbiamo garantito - ha sottolineato - che i controlli lungo gli itinerari stradali e ferroviari che portano al Brennero saranno ulteriormente rafforzati con l'impiego di più poliziotti, di più carabinieri, di più finanzieri e alcune aliquote di militari.

"Nel 2014 abbiamo firmato con l'Austria un accordo di polizia, che andrà a ratifica a breve in Parlamento - ha ricordato -. Con questa ratifica sarà ulteriormente rafforzata la cooperazione di polizia fra i due Paesi. Intanto abbiamo deciso di realizzare un contatto ancora più stabile, un contatto quotidiano tra il nostro direttore centrale dell'Immigrazione e della polizia delle frontiere del Viminale, Giovanni Pinto, e un rappresentante della polizia austriaca per evitare che nascano equivoci sui numeri". Insieme "faranno il punto su chi entra e chi esce" e questo è un "punto fondamentale", ha sottolineato Alfano, perché "dall'analisi dei numeri è possibile dimostrare che non vi è alcun motivo di edificare muri".

Alfano ha anche detto che "dovremo realizzare nuove strutture, che secondo quanto ci chiede l'Europa, dovranno essere dei centri chiusi dove accogliere i migranti irregolari che arriveranno in Italia in vista del loro rimpatrio nel paese di origine". Si tratta di "hotspot di secondo livello che serviranno per contenere il numero di migranti irregolari che dovranno essere rimpatriati

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