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Burundi, uccise tre missionarie italiane. La polizia: "Violentate prima del massacro"

08 settembre 2014 | 08.49
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Un testimone ha riferito che "due sono state decapitate". Le religiose sono morte nel loro convento, nella località di Kamenge. Per la diocesi di Parma potrebbe trattarsi di una rapina, opera di uno squilibrato, ma l'ipotesi è smentita dalle forze dell'ordine locali. Papa: "Sangue versato diventi seme di speranza". Napolitano: "Un atto vile ed esecrabile". Renzi: "Gesto atroce che sgomenta". Mogherini: "Profondo dolore"

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Da sinistra: Olga Raschietti, Bernardetta Boggian e Lucia Pulici

Tre missionarie italiane sono state uccise in un convento nei pressi del loro convento di Kamenge in Bujumbura, capitale del Burundi. Due di loro, Olga Raschietti, 75 anni, e Lucia Pulici, 83, sono morte domenica pomeriggio in un primo assalto alla comunità, mentre la terza, Bernardetta Boggian (79 anni), sarebbe deceduta nella notte in un secondo agguato, sempre all'interno della missione.

Secondo le prime informazioni, due delle suore sarebbero state sgozzate. Una di loro sarebbe stata anche colpita con una pietra. Un testimone, Jean-Marie Niyokuru, ha infatti raccontato di "aver visto un uomo che si arrampicava sul muro del convento e poi abbiamo sentito la gente dire che due suore erano state decapitate con un coltello".

A diffondere per prima la notizia, poi confermata dalla Farnesina, era stata la Diocesi di Parma, che ha parlato di "tragico esito di una rapina da parte di una persona squilibrata". La dinamica dei fatti non è tuttavia ancora chiarita e la polizia locale smentisce che il movente sia stato quello del furto. Per il loro portavoce Hermenegilde Harimenshi le tre suore italiane sarebbero state violentate prima di essere uccise. Le indagini sono in corso, spiega, e i custodi che lavorano presso la parrocchia sono stati fermati per essere interrogati. Il governo del Burundi ha condannato l'uccisione delle tre suore italiane.

Si tratta del secondo attacco ad un convento di suore nel Burundi dal 2011, quando, il 7 novembre, dei rapinatori armati hanno attaccato un convento di Kiremba, nella provincia settentrionale di Ngozi, uccidendo una suora croata, Lucrezia Manic, e il volontario italiano, Francesco Bazzani, al lavoro per un'organizzazione non governativa italiana.

La ricostruzione - Secondo il racconto di padre Mario Pulcini, superiore dei missionari Saveriani in Burundi, alla Misna, "verso le 16 di ieri la sorella Bernadetta è venuta nel mio ufficio chiedendo notizie delle sorelle Lucia e Olga che erano rimaste a casa, mentre lei e la sorella Mercedes si erano recate all'aeroporto per accogliere le altre sorelle di ritorno in Burundi dal loro capitolo generale a Parma". "C'era apprensione - prosegue padre Pulcini - soprattutto perché dall'interno della casa non c'erano segnali di vita, tutto era chiuso e con le tende tirate. I guardiani del cancello non le avevano viste uscire. Esito negativo lo ha dato anche una veloce ricerca nel quartiere presso alcune persone ammalate che le sorelle visitavano soprattutto di domenica. Ero davanti all'entrata con l'intenzione di forzare la serratura quando la porta si è aperta ed è apparsa Bernadetta, sconvolta. Aveva trovato una porta di servizio laterale alla loro casa aperta e, una volta entrate, i corpi senza vita delle sorelle Olga e Lucia".

Quindi, racconta ancora padre Mario Pulcini, "sono state allertate le autorità civili, militari, giudiziarie e religiose; si è proceduto ai primi accertamenti e sono iniziati gli interrogatori, soprattutto al personale di casa. Nonostante l'accaduto, le religiose della missione hanno deciso di restare a dormire nella loro casa. Poi, questa notte, le sorelle sono tornate a chiamarmi, temevano che l'aggressore fosse in casa. Quando siamo riusciti ad entrare abbiamo trovato anche suor Bernardetta, senza vita".

Il vescovo di Parma monsignor Enrico Solmi, a nome di tutta la diocesi, ha espresso "vicinanza e cordoglio alla Congregazione delle missionarie Saveriane e ai familiari delle suore" invitando la comunità cristiana di Parma "alla preghiera" e rivolgendo "un appello al raccoglimento e all'omaggio verso persone umili, forti e che erano votate al bene di tutti".

Cordoglio del Papa - Dicendosi "colpito dalla tragica morte" delle suore italiane Papa Francesco auspica che "il loro sangue versato diventi seme di speranza per costruire l'autentica fraternità tra i popoli". In due telegrammi, inviati al nunzio apostolico in Burundi monsignor Evariste Ngoyagoye e alla madre superiora generale delle missionarie Saveriane suor Ines Frizza, il Papa assicura le sue preghiere per queste "generose testimoni del Vangelo" ed esprime la sua "vicinanza e partecipazione alla congregazione delle tre suore e a tutta la comunità di fedeli del Burundi".

La diocesi di Parma - "Una bruttissima notizia, che ci ha sconvolti tutti", ha detto ancora scosso all'Adnkronos Don Luigi Valentini, moderatore di curia della diocesi di Parma. "Non conoscevo personalmente suor Lucia Pulici e suor Olga Raschietti - riferisce don Luigi - ma conosciamo benissimo il loro grande impegno missionario, con frequenti contatti con l'ordine delle missionarie saveriane e con la loro madre superiora, Ines Frizza".

Napolitano: "Un atto vile ed esecrabile". Il presidente della Repubblica ha definito l'uccisione delle missionarie "un atto vile ed esecrabile" in un messaggio, inviato al cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato della Santa Sede, al cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana e a Suor Ines Frizza, superiora generale delle missionarie Saveriane. ''Ho appreso con profonda costernazione e orrore -scrive Napolitano- della barbara uccisione di Suor Lucia Pulici, Suor Olga Raschietti e Suor Bernardetta Boggian a Kamenge. Si tratta di un atto vile ed esecrabile, perpetrato ai danni di chi si trovava in Burundi per farsi interprete, a costo di grandi sacrifici, di altissimi valori di solidarietà e fratellanza con i più bisognosi'', osserva il capo dello Stato.

Renzi: "Gesto atroce che sgomenta". Il premier Renzi esprime il suo cordoglio alla congregazione delle missionarie Saveriane per l'orribile omicidio delle tre missionarie. "Un gesto atroce che sgomenta - ha detto - per la ferocia rivolta nei confronti di chi era in quella zona per testimoniare solidarietà e portare aiuto concreto alle comunità locali".

Il cordoglio del ministro Mogherini - Il ministro degli Esteri Federica Mogherini ha espresso "un grande dolore" per l'accaduto. "A nome mio e del governo vorrei porgere le più sentite condoglianze alle famiglie delle vittime e a tutto l'ordine delle Missionarie di Maria Saveriane", ha detto il ministro. "Ancora una volta assistiamo al sacrificio di chi, con dedizione totale, ha passato la propria vita ad alleviare le troppe sofferenze che ancora esistono nel continente africano", ha aggiunto. "Attendiamo ora che le autorità del Burundi chiariscano quanto accaduto e ci adopereremo per riportare in Italia quanto prima le salme delle due religiose", ha concluso.

Cugino di suor Lucia: era l'ostetrica del campo - "Mi dispiace tantissimo". Il cugino di suor Lucia, Aldo Pulici, ha appreso della scomparsa della sua parente dai telegiornali e non è ancora riuscito a capire cosa sia successo. "Faceva l'ostetrica nel campo - dice all'Adnkronos Pulici - ed ogni volta che tornava a casa raccontava di tutti quei bambini che faceva nascere in Africa". Il cugino ricorda che suor Lucia raccontava di avere un ottimo rapporto con tutti in Burundi: "insegnava alle donne a cucire e le aiutava durante il parto, anche per questo le volevano bene". Pulici e suor Lucia avevano appena un mese di differenza: "Siamo cresciuti insieme - dice - fino a quando lei non è partita". Tanti anni lontano da casa, viaggi in Italia e nel mondo, ma un legame ancora forte con la sua famiglia. "E' andata via da Desio a 20 anni - dice Pulici - e aveva una grande esperienza: era stata in Brasile e in Congo prima del Burundi".

Allevi: "Suor Lucia esempio di testimonianza cristiana e umanità" - Il presidente della Provincia di Monza e della Brianza, Dario Allevi ha voluto esprimere con un telegramma la vicinanza dell'istituzione alla storica e preziosa comunità saveriana di Desio e alla famiglia di Suor Lucia, originaria di Desio. ''Era una religiosa che ha fatto della missione la sua vita - ha scritto -. Un esempio di testimonianza cristiana e di grande umanità in una delle zone più critiche dell'Africa, tra le più colpite dai conflitti civili''.

Lutto cittadino a Desio. "La città è pronta a proclamare il lutto cittadino in memoria di suor Lucia" ha detto all'Adnkronos il sindaco di Desio, Roberto Corti, specificando che aspetta di "confrontarsi con la comunità parrocchiale e con la famiglia" di suor Lucia prima di commemorare la missionaria con il lutto cittadino. "Non la conoscevo - dice il sindaco - ma era una nativa di Desio, molto legata alla famiglia Saveriana che qui è attiva da sempre. Siamo vicini alla famiglia in questo momento". A colpire è stata "la violenza con la quale suor Lucia è stata uccisa", ha detto Corti che in mattinata ha telefonato al superiore dei Saveriani per mostrargli "vicinanza" da parte della città. Corti ha aggiunto che al momento non è possibile dire se i funerali di suor Lucia saranno a Desio perché "questa - conclude - è una scelta che dipende dalla famiglia".

La comunità di Sant'Egidio - "Profondo cordoglio e fraterno suffragio" per il barbaro assassinio delle tre suore missionarie in Burundi è stato espresso dal presidente della comunitá di Sant'Egidio, Marco Impagliazzo. "Mentre preghiamo in suffragio per queste nostre sorelle - ha detto - ci impegniamo noi tutti, donne e uomini di buona volontà uniti al servizio della pace, a raccogliere la loro testimonianza e a proseguire sulla strada che loro ci hanno indicato".

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