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Mottarone, video incidente: legale nonno Eitan prepara diffida

17 giugno 2021 | 16.29
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Il legale Franz Sarno: "Questo non è giornalismo è solo alimentare la più bieca curiosità morbosa"

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Adnkronos

Sulla tragedia della funivia del Mottarone, "ho visto il video e mi sono indignato, è una cosa vergognosa". Così all'Adnkronos Franz Sarno legale che difende alcuni familiari di Tal Peleg, la mamma del piccolo Eitan sopravvissuto all'incidente, tra cui il nonno. ''Questo non è giornalismo è solo alimentare la più bieca curiosità morbosa'', aggiunge l'avvocato sottolineando: ''Ieri ho immediatamente scritto una mail piuttosto dura al procuratore di Verbania Olimpia Bossi e al sostituto Laura Carrera e devo dire che sono state molto corrette e mi hanno subito risposto''.

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''Non è diritto di cronaca, non è utile, non serve per informare le persone, serve solo per alimentare un desiderio pettegolo, come quello di chi si ferma per osservare un incidente'', prosegue l'avvocato Sarno che poi annuncia: ''Sto preparando una diffida da mandare alla Rai e a tutte gli altri organi televisivi che hanno pubblicato il filmato per diffidarli dal farlo ancora perché immagino quale sia il dolore terribile e agghiacciante di chi ha perduto i propri cari e vede gli ultimi momenti''.

''Inoltre - osserva ancora il legale - alla dottoressa Bossi ho sottolineato che quegli atti erano sotto sequestro e quindi non possono essere utilizzati fintanto che non c'è un'udienza preliminare. Non si capisce, quindi, perché io avvocato non avevo l'accesso agli atti e invece i media li avevano già in mano''.

Difensori indagati negano responsabilità per la diffusione del video

Nessuna responsabilità dei difensori dei tre indagati nella diffusione del video. Lo scrivono in una nota congiunta i tre legali, Marcello Perillo, Andrea Da Prato e Pasquale Pantano. "Il comunicato stampa della Procura della Repubblica di Verbania è condivisibile quanto allo sdegno dovuto all’illegittima circolazione del video che riprende la tragedia della funivia - scrivono - tuttavia non possiamo sottacere che tutto il comunicato attribuisce, neppure velatamente, la divulgazione di quelle immagini agli indagati e, per essi, ai loro difensori"

"Il reiterato accenno al "diritto degli indagati" ‘ampiamente esercitato’ di prendere visione degli atti, al ‘divieto di pubblicazione’ ‘benché non più coperti dal segreto’ con la chiosa che la conoscenza degli atti da parte dei difensori ‘non significa autorizzare ed avallare l’indiscriminata divulgazione agli organi di stampa’ non lascia dubbi: sono stati i difensori. I quali sono gli ultimi ad avere interesse alla diffusione di quel video che, nella sua drammaticità, è sicuramente rappresentativo dell’ipotesi accusatoria"

"La difese, dunque, respingono con forza quell’accusa certamente diffamatoria se non calunniosa ed invitano gli inquirenti, a ristabilire un clima di serena dialettica evitando apodittiche e maliziose allusioni come ad esempio quella relativa alla sostituzione del Gip. Tanto era dovuto nella fervida speranza che cali il sipario mediatico e ci si dedichi definitivamente alle indagini", concludono i legali dei tre indagati.

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