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Siria: nuovo video dell'Is, portare il jihad in Arabia Saudita

18 settembre 2014 | 12.55
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Portare il jihad fino all'Arabia Saudita, fino a colpire la dinastia regnante e ad "espellere i miscredenti dalla Penisola Arabica". E' l'appello di un jihadista dello Stato islamico (Is), registrato in un video e pubblicato sul Web dalla divisione provinciale dell'Is a Raqqa, nel nord della Siria. Si tratta di un video diffuso dopo che il jihadista, identificato come il saudita Abu Hajer al-Jazrawi, si è fatto esplodere in un attentato suicida a Raqqa lo scorso agosto.

Nel video individuato dal sito di intelligence Site, al-Jazrawi si rivolge in particolare ai suoi connazionali, ai quali chiede di entrare in azione non solo contro la famiglia regnante al-Saud, ma anche contro le autorità religiose che da mesi emettono editti e fatwa contro l'Is.

"E' il momento - dice il jihadista nel video - di dire che cacceremo i miscredenti dalla Penisola Arabica. Il fuoco comincia con una piccola scintilla. La scintilla provoca un incendio esplosivo che colpisce la famiglia al-Saud e i suoi rabbini e preti".

Appello al 'califfo' a guidare la conquista della 'madrepatria dell'Islam'

Il giovane militante al-Jazrawi si rivolge quindi al leader dell'Is, l'autoproclamato 'califfo' Abu Bakr al-Baghdadi, al quale chiede di guidare l'avanzata verso la terra in cui è nato l'Islam. L'appello arriva dopo che, nei giorni scorsi, più volte le autorità religiose saudite hanno bollato l'Is come organizzazione terroristica.

Ieri la Commissione saudita per le fatwa, principale organismo incaricato di emettere editti religiosi nel regno del Golfo, ha affermato che, in base alla sharia, "il terrorismo è un crimine odioso" che va punito in modo esemplare. Senza precisare la pena da infliggere ai terroristi, la Commissione ha chiesto che si tratti di misure in grado di fare da deterrente.

Nei mesi scorsi, più volte il Gran Mufti saudita Abdul-Aziz al-Sheikh ha rivolto appelli ai giovani del paese, chiedendo loro di ignorare la chiamata al jihad che arriva da gente con "principi deviati". Al-Sheikh ha anche attaccato i militanti dell'Is definendoli come i "principali nemici dell'Islam" e ha affermato che lottare per fermarli è un "dovere".

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