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Omicidio Loris, le motivazioni della sentenza: "Panarello assassina senza pietà"

14 febbraio 2017 | 13.14
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"Il falso alibi fornito, le diverse versioni sui fatti, le plurime contraddizioni, i tentativi di accusare altre persone, la condotta processuale spregiudicata e calunniosa, ribadita in forma glaciale e senza tentennamenti anche davanti al giudice costituiscono comprova dell'inverosimiglianza di amnesie dissociative retrograde". Lo scrive il gup Andrea Reale nelle 194 pagine delle motivazioni della condanna a 30 anni di reclusione di Veronica Panarello per l'uccisione del figlio Loris, di 8 anni, a Santa Croce Camerina.

Veronica Panarello secondo il giudice ha avuto "una condotta deplorevole, reiteratamente menzognera, calunniosa e manipolatrice". Per il gup la definizione coniata per lei dal Riesame di 'lucidissima assassina' "appare benevola" perché emerge "oltre all'evidenza" che "è stata lei da sola" ad avere commesso "senza pietà e pentimento il più 'innaturale' dei crimini".

Legale Panarello, appello contro sentenza illogica - "La sentenza va ancora studiata, ma per una prima veloce e frammentaria lettura, abbiamo rilevato che e'carente sotto il profilo logico, della criminodinamica, dell'elemento soggettivo e del movente" dice il legale di Veronica Panarello, l'avvocato Francesco Villardita, che preannuncia l'appello, "senza dubbio e siamo pronti a ripresentare la richiesta degli arresti domiciliari, già' una prima volta non accolta dal giudice che rispetto a noi ha un orientamento giurisprudenziale diverso". La richiesta non era stata notificata ai legali delle parti civili e per questo non è stata accolta.

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