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Omicidio Pamela, rinviata udienza Oseghale

14 gennaio 2022 | 11.00
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L'udienza in Cassazione slitta al 23 febbraio. La mamma della 18enne: "Un'agonia"

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Omicidio di Pamela Mastropietro, è stata rinviata l'udienza in Cassazione per Innocent Oseghale, il nigeriano condannato all'ergastolo in primo grado e in appello con l’accusa di aver ucciso, con l’aggravante della violenza sessuale, e di aver fatto a pezzi la 18enne romana che si era allontanata da una comunità e i resti della quale furono poi ritrovati chiusi in due trolley. Il difensore di Oseghale, Umberto Gramenzi, ha chiesto il rinvio per motivi di salute. La Corte, preso atto del "legittimo impedimento", ha rinviato l’udienza al 23 febbraio alle ore 10.

Alla richiesta di rinvio presentata dalla difesa di Oseghale, non si è opposto l'avvocato Ippolita Naso, del collegio difensivo di parte civile insieme all'avvocato Marco Valerio Verni, che è anche zio di Pamela.

Fuori dalla Cassazione, la famiglia di Pamela e gli amici hanno atteso l'esito dell'udienza striscioni e lenzuoli stesi in piazza Cavour: "Giustizia per Pamela Mastropietro", la scritta che campeggiava su uno con sopra stampata la foto della ragazza. "Dov'è finita l'umanità'", "Pamela grida giustizia e noi siamo la sua voce!", "Pena dura e certa per chi violenta, uccide, massacra e deturpa la vita altrui", recitavano altri striscioni.

"Per noi la giustizia deve essere fatta prima o poi, spero più prima che poi. La Cassazione è l’ultimo step della giustizia umana, oggi c'è stato un rinvio dell’udienza per un impedimento di salute dell’avvocato di Oseghale", dice Alessandra Verni, la mamma di Pamela, dopo il rinvio dell’udienza.

"La Cassazione ha sicuramente verificato la documentazione mandata dall’avvocato - ha continuato - spero non sia una strategia". "Mi aspetto la conferma della massima pena", ha continuato Alessandra Verni che ha aggiunto: oltre al dolore atroce per la perdita di una figlia, "è un’agonia questo tempo della burocrazia" per arrivare alla fine della vicenda giudiziaria.

"Faccio un appello - continua la donna - per chiedere a tutte le istituzioni di aiutare me, la mia famiglia e Pamela, a non far rimpatriare Desmond e Awelima", spiega Verni facendo riferimento a Lucky Desmond e Awelima Lucky, inizialmente coinvolti nelle indagini e poi scagionati. La mamma di Pamela ricorda che "ci sono indagini in corso" visto che la procura di Ancona aveva avviato ulteriori accertamenti contro ignoti per risalire ad altri eventuali corresponsabili. "Chiedo di accelerare le indagini e nel frattempo di non rimpatriare Desmond e Awelima", continua. I genitori della ragazza sono da sempre convinti che nella vicenda ci siano altri complici e che Oseghale non abbia fatto tutto da solo.

Alle parole della mamma rispondono i legali dei due nigeriani. "Awelima è assolutamente estraneo" alla vicenda di Pamela Mastropietro, afferma all'Adnkronos l'avvocato Francesca Palma, legale di Awelima Lucky. "Non so se Awelima sia stato o meno rimpatriato", osserva l'avvocato aggiungendo che "ha avuto una pesante condanna per stupefacenti che ha scontato integralmente". Anzi, continua l'avvocato Palma, "ha già pagato più del normale rispetto alla stessa tipologia di reati commessa da altri soggetti che possono, a differenza sua, aver usufruito di altre misure alternative".

"Per la questione di Pamela Mastropietro, è stato giudicato dal gip di Macerata e non c'è nulla da dire. In quell'appartamento sono state trovate decine di impronte e tracce, niente che sia riconducibile a Desmond Lucky. Dal punto di vista giudiziario la vicenda è chiusa", sottolinea all'Adnkronos Gianfranco Borgani, legale di Desmond Lucky. "Desmond Lucky sta scontando una pena a quattro anni e otto mesi di reclusione per singoli episodi di cessione di droga", continua il legale aggiungendo di non sentire da tempo il suo assistito.

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