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Omicidio Vannini, "Ciontoli ci disse che era solo una crisi d’ansia"

09 settembre 2020 | 14.52
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Al processo d’Appello Bis parla l'allora fidanzata del figlio: "Antonio disse che era partito un colpo d’aria dalla pistola e Marco si era preso un grande spavento"

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(Fotogramma)

"Antonio Ciontoli ci disse di stare tranquilli che era solo un grande spavento, si trattava di un colpo d’aria partito dalla pistola. Marco stava avendo solo una crisi d’ansia". A riferirlo oggi in aula nel processo d’Appello Bis per l’omicidio di Marco Vannini, Viola Giorgini, l’allora fidanzata di Federico Ciontoli, sentita come testimone. 

Il processo d'Appello Bis che vede sul banco degli imputati la famiglia Ciontoli si è aperto l’8 luglio dopo la sentenza dei giudici della prima sezione penale della Corte di Cassazione del 7 febbraio scorso. I giudici della Suprema Corta avevano accolto, infatti, la richiesta delle parti civili e del sostituto procuratore generale che al termine della requisitoria aveva chiesto di annullare con rinvio la sentenza d'appello per la famiglia Ciontoli e disporre un nuovo processo per il riconoscimento dell'omicidio volontario con dolo eventuale per la morte di Marco, ucciso da un colpo di pistola nella notte tra il 17 e il 18 maggio 2015 mentre era a casa della fidanzata a Ladispoli, sul litorale romano. 

"Ricordo che eravamo in stanza di Federico e ho sentito un tonfo, un rumore come se fosse caduto qualcosa di pesante. Ci siamo avvicinati al bagno ma la porta era chiusa: dentro c’era il padre di Federico e Martina la fidanzata di Vannini. Antonio Ciontoli ci disse di non preoccuparci e ci siamo fidati di lui, abbiamo creduto ciecamente alla sua versione. Federico entrò in bagno e uscì portando via la pistola, per metterla in sicurezza. Io rimasi sbalordita", ha raccontato la ragazza. E ha aggiunto di "essersi resa conto della ferita solo dopo, quando Marco fu portato al piano di sotto, notai delle gocce di sangue. A quel punto abbiamo cercato di convincere Antonio a chiamare il 118, la situazione infatti non migliorava. Ricordo che dello sparo appurai solo quando Marco fu portato al posto di primo intervento di Ladispoli. Ricordo che già lì Ciontoli parlava del rischio di perdere il lavoro se questa storia fosse uscita fuori". 

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