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Il Papa crea 17 nuovi cardinali: "C'è un'epidemia di inimicizie"

19 novembre 2016 | 11.50
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(Afp)

Fermare la "patologia dell'indifferenza" che dilaga nella nostra epoca. Papa Francesco celebra nella Basilica vaticana la messa per la creazione di 17 nuovi cardinali e mette in guardia le neo porpore: "La nostra è un’epoca caratterizzata da forti problematiche e interrogativi su scala mondiale. Ci capita di attraversare un tempo in cui risorgono epidemicamente, nelle nostre società, la polarizzazione e l’esclusione come unico modo possibile per risolvere i conflitti. Vediamo, ad esempio, come rapidamente chi sta accanto a noi non solo possiede lo status di sconosciuto o di immigrante o di rifugiato, ma diventa una minaccia, acquista lo status di nemico".

"Nemico - spiega Bergoglio - perché viene da una terra lontana o perché ha altre usanze. Nemico per il colore della sua pelle, per la sua lingua o la sua condizione sociale, nemico perché pensa in maniera diversa e anche perché ha un’altra fede. Nemico per… E, senza che ce ne rendiamo conto, questa logica si installa nel nostro modo di vivere, di agire e di procedere. Quindi, tutto e tutti cominciano ad avere sapore di inimicizia. Poco a poco le differenze si trasformano in sintomi di ostilità, minaccia e violenza. Quante ferite si allargano a causa di questa epidemia di inimicizia e di violenza, che si imprime nella carne di molti che non hanno voce perché il loro grido si è indebolito e ridotto al silenzio a causa di questa patologia dell’indifferenza!".

Il Papa, al Concistoro per la creazione di 17 nuovi cardinali, punta il dito contro il 'virus' dell'indifferenza: "Quante situazioni di precarietà e di sofferenza si seminano attraverso questa crescita di inimicizia tra i popoli, tra di noi! Sì, tra di noi, dentro le nostre comunità, i nostri presbiteri, le nostre riunioni. Il virus della polarizzazione e dell’inimicizia permea i nostri modi di pensare, di sentire e di agire".

Bergoglio mette in guardia le neo porpore: "Non siamo immuni da questo e dobbiamo stare attenti perché tale atteggiamento non occupi il nostro cuore, perché andrebbe contro la ricchezza e l’universalità della Chiesa che possiamo toccare con mano in questo Collegio Cardinalizio".

LE NUOVE PORPORE - In tutto diciassette che arrivano da 11 nazioni come espressione dell'universalità della Chiesa: tre di loro sono vescovi emeriti, poi c'è don Ernest Simoni, presbitero dell'arcidiocesi di Scutari-Albania, sopravvissuto alle torture e ai lavori forzati durante la dittatura di Oxa, che Bergoglio ha conosciuto tre anni fa nel corso della sua visita in Albania. Solo due i cardinali italiani: monsignor Mario Zenari, che rimane nunzio in Siria, e mons. Renato Corti, vescovo emerito di Novara ed ex ausiliare del card. Carlo Maria Martini. Gli elettori, dunque, sono 13 e colmeranno il vuoto arrivando al tetto dei 120.

Ecco i nuovi cardinali: Dieudonnè Nzapalainga, arcivescovo di Bangui, a Roma con l'imam e il pastore evangelico con cui ha lavorato per impedire la guerra civile. Carlos Osoro Sierra, di Madrid; monsignor Sergio da Rocha, arcivescovo di Brasilia; Blase Cupich, arcivescovo di Chicago; l'americano Kevin Farrell, prefetto del dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita e Carlos Aguiar Retes, arcivescovo di Tlalnepantla, in Messico.

Tra le nuove porpore, Patrick D'Rozario, arcivescovo di Dhaka (Bangladesh); Baltazar Enrique Porras Cardozo, arcivescovo di Merida, nel Venezuela; Jozef De Kesel, arcivescovo di Malines-Bruxelles; Maurice Piat, vescovo di Port Louis (Isola Maurizio); John Ribat, arcivescovo di Port Moresby (Papua Nuova Guinea); Joseph William Tobin, arcivescovo di Indianapolis, negli Usa; monsignor Anthony Soter Fernandez, arcivescovo emerito di Kuala Lumpur; Sebastian Koto Khoarai, vescovo emerito di Mohale's Hoek (Lesotho).

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