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Gay: Parlamento Ue, Stati membri riconoscano diritto a matrimonio

12 marzo 2015 | 18.01
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Gli Stati membri invitati a riconoscere le unioni gay. Rapporto sui diritti umani passa a larga maggioranza, 390 sì, 151 no e 97 astensioni. Panzieri (Pd): dalle parole si passi ai fatti, i diritti non sono un lusso. Giovanardi: "invito destinato a cadere nel vuoto"

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Il Parlamento europeo "incoraggia le istituzioni e gli Stati membri dell'Unione europea a contribuire ulteriormente alla riflessione sul riconoscimento del matrimonio o delle unioni civili tra persone dello stesso sesso in quanto questione politica, sociale e di diritti umani e civili". E' quanto ha stabilito oggi l'europarlamento, votando a larga maggioranza (390 voti a favore, 151 no e 97 astensioni) il Rapporto annuale sui diritti umani, che comprende tra l'altro la posizione, nettissima, di Strasburgo sui matrimoni tra persone dello stesso sesso.

"Un rapporto di 80 pagine che manda due messaggi fondamentali di natura politica -commenta il relatore, Pier Antonio Panzieri, del Pd-: i diritti non possono essere considerati un lusso, quindi l'invito espresso è passare dalle parole ai fatti".

Secondo Panzieri il passo in avanti è "molto importante, perché si mette da parte il principio di sussidiarietà e si invitano gli Stati membri a seguire o copiare quei paesi, ormai 17, l'ultimo la Slovenia, che si sono dotati di legislazioni in materia. Un invito particolarmente per l'Italia, che ha una certa riluttanza e difficoltà su questo argomento". Tant'è che nel Rapporto si esplicita che la "legalizzazione del matrimonio e delle unioni civili tra persone dello stesso sesso" è ormai realtà "in un numero crescente di paesi nel mondo".

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