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Pasolini, "su scena omicidio almeno un'altra persona": famiglia chiede di riaprire inchiesta

02 novembre 2016 | 15.05
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Pier Paolo Pasolini (Foto da Wikipedia)

Tornano all'esame della Procura della Repubblica di Roma le circostanze della uccisione di Pier Paolo Pasolini per la quale fu condannato Pino Pelosi che all'epoca del fatto aveva 17 anni. Il delitto avvenne nella notte tra il 1 e il 2 novembre del '75 all'Idroscalo di Ostia. Una precedente inchiesta affidata al pm Francesco Minisci finì in archivio su richiesta dello stesso magistrato ma ora c'è stata una nuova istanza finita anch'essa all'esame di Minisci. A sollecitare nuovi accertamenti è stato l'avvocato Stefano Maccioni legale di Guido Mazzoni cugino di Pasolini.

A Minisci che dovrà valutare se ci siano sufficienti elementi per avviare un'indagine l'avvocato Maccioni chiede accertamenti sul dna ricavato da una macchia trovata su un maglione che indossava il regista-scrittore. Fu infatti l'impossibilità di identificare profili genetici ricavati da diversi oggetti a indurre il gip ad accogliere la richiesta di archiviazione.

Ora parlando della sua istanza di riapertura delle indagini Maccioni fa riferimento alla genetista forense Marina Baldi. "La nostra genetista ci dice che su una maglia di lana che indossava Pelosi ci sono due dna, quello del soggetto Ignoto 2 misto al codice genetico di Pasolini e un altro ricavato da una macchia ematica appartenente a un soggetto Ignoto 3. Ciò significa che sulla scena dell'omicidio c'era almeno un'altra persona". Secondo l'avvocato la nuova indagine potrebbe anche mettere in luce un possibile ruolo svolto nel delitto di altri esponenti della criminalità romana.

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