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Pasqua, dai misteri di Procida ai battenti di Maiori: i riti in Campania

16 aprile 2014 | 19.41
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Dai misteri di Procida ai battenti di Maiori, tornano in Campania le processioni e gli eventi legati alle celebrazioni della Pasqua. Non può mancare il capoluogo Napoli, dove alla Settimana Santa sono legati tradizionali riti religiosi, particolarità gastronomiche e l'immancabile gita fuori porta a Pasquetta.

Si comincia il Venerdì Santo, con la liturgia delle ore e la Via Crucis, che quest'anno l'arcivescovo di Napoli cardinale Crescenzio Sepe officerà nel quartiere San Giovanni a Teduccio, dalla Chiesa Incoronata Madre della Consolazione alla Chiesa San Giuseppe e Madonna di Lourdes, per poi continuare con la veglia pasquale nella notte del Sabato Santo all'interno del Duomo e la Messa di Pasqua, domenica alle 12.

La celebrazione più famosa in Campania resta forse quella di Procida e dei suoi Misteri: si tratta di carri allegorici che percorrono le stradine dell'isola, una tradizione secolare che pare sia andata a sostituire la processione dei flagellanti, eliminata dai riti tradizionali perché troppo cruenta.

Il passaggio dei carri, realizzati con legno, argilla e cartapesta, racconta la passione, morte e resurrezione di Gesù. E' uno dei riti più suggestivi della regione e vede la partecipazione pressoché totale della popolazione procidana: si dice che non ci sia casa a Procida nella quale non sia custodito un abito della processione, pronto per essere sfoggiato il Venerdì Santo in occasione dei Misteri.

Suggestiva al pari di quella di Procida è la tradizione dei battenti di Maiori, nel cuore della Costiera Amalfitana, dove sin dalle primissime ore del mattino le strade sono attraversate da uomini incappucciati che fanno tappa in tutte le chiese fino a tarda sera, quando durante la Via Crucis il piccolo paese costiero viene illuminato solo dalle candele della processione. Due le principali processioni di Sorrento: la Bianca e la Nera, così chiamate per il colore delle vesti che indossano i partecipanti.

La prima rappresenta l'uscita della Madonna alla ricerca del figlio Gesù, catturato e ormai condannato a morte, la seconda il ritrovamento del figlio morto sulla croce. Secondo alcune testimonianze, le origini della Processione Nera risalgono almeno al 1300. La processione si arricchisce di valori simbolici anche grazie al trasporto della statua del Cristo Morto e della riproduzione degli oggetti che hanno caratterizzato gli ultimi momenti della sua vita, assieme al simulacro della Madonna Addolorata.

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