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Per porti turistici coste italiane si profila estate nera

04 aprile 2014 | 09.32
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Genova, 4 apr. (Labitalia) - Non sarà difficile trovare un ormeggio nei porticcioli turistici italiani la prossima estate. E, complice la crisi, le tariffe saranno più che ragionevoli: in media tra i 40 e i 50 euro al giorno, spese comprese, con qualche rara eccezione, come i 25 euro del Salento o i circa 70 del veneziano.

Secondo Roberto Perrocchio, presidente di Assomarinas, l'Associazione Italiana Porti Turistici, d'altro canto, ''per gli operatori la stagione 2014 sarà dura come la precedente'', anche se, mette le mani avanti, ''si spera in segnali di ripresa per il 2015''.

''Si profila - spiega Perrocchio - una stagione di resistenza umana. Molte famiglie titolari di imbarcazioni risentono della crisi di liquidità: si è avuto un crollo dei tempi di utilizzo delle imbarcazioni, inoltre gran parte della vecchia clientela ha lasciato le coste italiane e non sembra intenzionata a tornare nei prossimi mesi. I nostri operatori sperano che chi ha lasciato l'Italia senta la nostalgia delle nostre coste e dei nostri servizi e dopo due o tre anni ritorni, ma non avverrà prima del 2015. Per quell'anno, inoltre, il sistema bancario dopo le operazioni di riassetto effettuate, dovrebbe essere a regime e in grado di erogare maggiore liquidità''.

''Al momento qualche segnale di vita si registra nel settore delle piccole imbarcazioni a motore destinate a escursioni giornaliere a basso costo - osserva Perrocchio - Fa ingresso nel mondo della nautica una nuova clientela allettata dai prezzi molto bassi delle piccole imbarcazioni rigide e dei gommoni, si segnalano anche new entry nel settore della vela, per le imbarcazioni poco costose, sui 10 - 12 metri. Se nel periodo pre crisi il segmento preferito da chi acquistava la prima imbarcazione era quello dei 10-15 metri oggi siamo sui 6 - 10 metri. Del resto, nel 2007 erano stati stipulati 4.800 contratti di leasing, nel 2013 siamo scesi a 218''. A favorire una ripresa dovrebbe concorrere anche il fatto che l'imposta di possesso, a suo tempo causa della fuga degli yacht dalle nostre coste, da tempo è stata drasticamente ridimensionata.

''Indubbiamente - precisa Perrocchio - questo è stato un segnale positivo, resta comunque il problema della persecuzione fiscale, perché anche se la stragrande maggioranza dei proprietari di imbarcazioni non ha nulla da nascondere certamente non gradisce le perdite di tempo, i costi e la violazione della privacy connesse ai controlli''.

Le tariffe, in un mercato difficile come quello attuale, rimangono basse. Nel Mar Ligure il porto turistico di Lavagna, il più grande del Tigullio, che permette l'ormeggio di quasi 1.600 imbarcazioni da diporto lunghe da 8 fino a 50metri, per una barca di 12 metri in alta stagione chiede 44,50 euro al giorno, compresi luce e acqua, iva inclusa. Nell'Adriatico il porto turistico di Jesolo, uno tra i più moderni e attrezzati della riviera adriatica, a 7 miglia da Venezia, a 40 dalla costa croata, territorio che è uno dei più agguerriti competitori delle nostre coste, per una barca di 12 metri in alta stagione chiede 55 euro al giorno compresi luce e acqua ma esclusa l'Iva. Alla Marina di Rimini la stessa barca spende al giorno 49,18 euro, Iva esclusa. Luce e acqua si pagano a consumo. Nel Sud, in provincia di Lecce, nel porticciolo di Castro Marina, con il 12 metri si spendono 25 euro al giorno, compresi luce e acqua, Iva inclusa.

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