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Pernigotti, sindacati sul piede di guerra, a giugno scade cig, dare risposte sul futuro

22 febbraio 2022 | 14.27
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Interesse di Jp Morgan - il 25 febbraio conferenza stampa, a breve parte richiesta incontro al Prefetto di Alessandria

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I sindacati tornano sul piede di guerra per la vertenza Pernigotti. Dopo mesi di attesa sulla sorte dello stabilimento di Novi Ligure, spunta il potenziale interesse di Jp Morgan e, intanto, si avvicina la scadenza della cig per i 70 dipendenti, fissata per il 30 giugno. Di qui la decisione di uscire allo scoperto con alcune iniziative per avere risposte sul futuro dlel'azienda. Sta per partire, infatti, una richiesta di incontro al prefetto di Alessandria da parte dei segretari confederali di Cgil Cisl e Uil e venerdì prossimo, il 25 febbraio, hanno indetto una conferenza stampa alle 15 davanti ai cancelli della fabbrica.

"A giugno termineranno le coperture degli ammortizzatori sociali. I dipendenti vogliono conoscere il loro futuro e la città di Novi Ligure non merita di essere trattata cosi’ da una proprietà che fino ad ora ha fatto solo promesse", si legge in un comunicato congiunto dei segretari generali provinciali Raffaele Benedetto (Flai), Tiziano Rocco (Uila) e Enzo Medicina (Fai) che esce a ridosso del consiglio comunale di Novi Ligure che si è tenuto ieri sera e nel quale sono intervenuti i rappresentanti dei 70 lavoratori di Pernigotti, attualmente in cig.

I sindacati sono stanchi di aspettare dopo che la proprietà turca Toksoz dallo scorso 24 novembre, quando ci fu l'incontro al Mise in cui si parlò di una trattativa in corso con nuovi investitori, è letteralmente sparita. E proprio ieri i sindacalisti hanno rotto il silenzio rivelando l'interesse della finanziaria americana Jp Morgan alla Pernigotti, fino ad oggi taciuto per non inficiare la trattativa. "Ci è stato chiesto di abbassare i toni per mandare avanti le trattative ma da novembre non si è mosso nulla, anzi hanno continuato a smantellare la rete commerciale, di fatto la vendita non esiste perché i rappresentanti sono in cig" riferisce all'Adnkronos Tiziano Crocco, segretario Uila di Alessandria.

"E anche la produzione è ferma allo stabilimento di viale Rimembranza 100 di Novi Ligure - spiega Crocco, - tanto che le uova di Pasqua a marchio Pernigotti sono prodotte dalla Walcor di Cremona, con il cioccolato Walcor". Quanto ai 2,8 milioni di investimento sui macchinari, annunciati dalla proprietà, "sono farlocchi perché sono arrivate solo due temperatrici per il macchinario delle creme nuove che non è mai arrivato ed è per quello avevamo chiesto il commissariamento. - rimarca il sindacalista della Uila - La proprietà continua a dire che cerca un partner al 51% ma il 30 giugno, se non inverte la rotta si va verso la liquidazione - asserisce Crocco - e quindi si porteranno via il marchio in Turchia, lo hanno detto fin dall'inizio che lo stabilimento italiano è un ramo secco".

"Noi vogliamo coinvolgere il governo e i parlamentari dei vari schieramenti per dare una risposta ai lavoratori prima del 30 giugno; abbiamo sollecitato il Mise, guidato dal ministro Giorgetti, per riconvocare al più presto il tavolo, una convocazione che aspettiamo da gennaio: ci dicono che i colloqui vanno avanti e che a breve ci sarà l'incontro però il count down è avanzato e c'è il rischio che la clessidra si fermi e non giri più" conclude Crocco. (di Cristina Armeni)

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