25 aprile, Mattarella: "Pace diritto di ogni popolo. Questo il senso della Resistenza"

Eventi e celebrazioni per la Festa della Liberazione. Il Capo dello Stato all'Altare della Patria e a San Severino Marche: "Libertà e giustizia cause che non conoscono confini". Meloni: "Italia forte grazie a valori Costituzione". Crosetto: "Grati a una generazione che ci ha restituito la libertà"

25 aprile, Mattarella:
25 aprile 2026 | 09.12
LETTURA: 6 minuti

CTA

L’Italia celebra oggi, 25 aprile 2026, l’81° anniversario della Liberazione. Le celebrazioni si sono aperte a Roma con la deposizione di una corona d’alloro all’Altare della Patria da parte del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, accompagnato dalle più alte cariche dello Stato: il presidente del Senato Ignazio La Russa, il presidente della Camera Lorenzo Fontana, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il presidente della Corte costituzionale Giovanni Amoroso, il ministro della Difesa Guido Crosetto e il capo di Stato maggiore della Difesa Luciano Portolano.

Conclusa la cerimonia, il Capo dello Stato si è recato a San Severino Marche, città scelta per la commemorazione ufficiale del 25 Aprile.

Le parole di Mattarella

“Siamo qui perché, sulle macerie di un regime dittatoriale, anche in questo luogo si trovano le radici della Repubblica”, ha affermato Mattarella, ricordando come l’Italia sia “nata ottant’anni or sono dalla libera scelta delle cittadine e dei cittadini, sancita dal referendum istituzionale, sugli orrori della guerra e sull’opposizione all’occupazione”.

Il presidente ha sottolineato che la memoria della Liberazione non è “un sentimento celebrativo di maniera” né “una storia piegata a posizioni ideologiche”, ma nasce da un autentico “amor di Patria”, richiamando i sacrifici di militari, partigiani, civili, donne e religiosi che pagarono con la vita la lotta contro il nazifascismo. Tra questi, i militari lasciati senza ordini dopo l’8 settembre 1943, i giovani entrati nelle formazioni partigiane, le popolazioni colpite dalle violenze e quanti furono costretti ai lavori forzati lungo la Linea Gotica.

Nel suo intervento, Mattarella ha ricordato anche figure simbolo del sacrificio, come don Enrico Pocognoni e i carabinieri Glorio Della Vecchia e Pasquale Infèlisi. “La storia è stata scritta con la loro vita”, ha detto, evidenziando il contributo delle Marche, territorio segnato duramente dal conflitto, e il ruolo delle truppe alleate, tra cui quelle polacche guidate dal generale Anders e il Corpo italiano di liberazione.

“La Resistenza fu esperienza che ebbe a donare alla Repubblica personalità e classi dirigenti di spessore”, ha aggiunto il Capo dello Stato, citando esempi come Carlo Alberto Dalla Chiesa, impegnato nelle Marche durante la guerra, ed Enrico Mattei, protagonista dello sviluppo economico del dopoguerra. Tra le figure ricordate anche Sandro Pertini, futuro presidente della Repubblica, attivo nell’entroterra maceratese dopo la fuga dal carcere di Regina Coeli insieme a Giuseppe Saragat.

Ampio spazio nel discorso anche al tema della pace: “A unire popolazioni e Resistenti era la comune aspirazione alla pace. Contro la retorica della guerra delle dittature si levava una sola invocazione: pace, come diritto di ogni popolo”. Un richiamo che, ha ricordato Mattarella, ispirò la nascita delle Nazioni Unite e il progetto dell’integrazione europea. "Le dittature che avevano scatenato il Secondo conflitto mondiale avevano fatto della retorica della guerra un valore. Contro il loro disegno, dai morti tra la popolazione civile, dai militari caduti, dalle vittime dei campi di concentramento, si levava -e si leva- una sola invocazione: pace. Pace per ogni persona. Pace come diritto di ogni popolo. Pace per ogni Paese.Questo il senso della Resistenza. Opporsi alla violenza dell’uomo sull’uomo". "Fu per rispondere a questo accorato appello -ha ricordato il Capo dello Stato- che la comunità internazionale progettò, con l’Onu, di ambire a liberare il mondo dall’incubo della guerra e, con il disegno dell’unità europea, di liberarne il nostro continente".

Il presidente ha quindi ribadito il valore universale della libertà: “A combattere con gli italiani c’erano partigiani di molte nazioni, perché libertà e giustizia sono cause che non conoscono confini”.

Nel passaggio conclusivo, il presidente ha richiamato il valore universale della libertà, evocando il simbolo di Feronia, antica divinità romana legata alla liberazione degli schiavi: “È questo che celebriamo il 25 aprile: la festa di tutti gli italiani amanti della libertà”.

Da San Severino Marche, città segnata anche da recenti calamità naturali, il Capo dello Stato ha infine sottolineato la volontà di rinascita e il valore dell’unità nazionale e di impegno per la difesa delle libertà democratiche, insieme alla volontà di condividere con gli altri popoli i valori della giustizia e della pace: “Viva la Liberazione, viva la Repubblica”.

Meloni: "Italia forte e autorevole grazie a valori Costituzione"

"Oggi l’Italia celebra l’ottantunesimo Anniversario della Liberazione. Il popolo italiano ricorda uno dei momenti decisivi della propria storia: la fine dell’occupazione nazista e la sconfitta dell’oppressione fascista, che aveva negato agli italiani libertà e democrazia. Oggi celebriamo i valori scolpiti nella Costituzione repubblicana, che hanno permesso all’Italia di diventare quello che è e che le viene riconosciuto da tutti: una Nazione forte e autorevole, protagonista sullo scenario europeo e internazionale", afferma Giorgia Meloni.

"Oggi -aggiunge la premier- ci ritroviamo nelle parole del Presidente della Repubblica e rinnoviamo il nostro impegno affinché il 25 aprile sia 'un momento di riflessione collettiva e di coesione nazionale'. È un auspicio che facciamo nostro, perché è dalla concordia e dal rispetto per l’altro che la Nazione può trarre rinnovato vigore. Oggi, in un’epoca scossa da guerre e minacce sempre più insidiose ai sistemi democratici, torniamo a ribadire -conclude Meloni- che l’amore per la libertà è l’unico vero antidoto contro ogni forma di totalitarismo e autoritarismo. In Europa e nel mondo".

Crosetto: "Libertà non é bene acquisito una volta per tutte"

In occasione della Festa della Liberazione, il ministro della Difesa Guido Crosetto ha ricordato con “profonda gratitudine” la generazione di italiani, civili e militari, che contribuì alla fine del nazifascismo e alla conquista della libertà. “Il 25 aprile ricordiamo chi ci ha restituito la libertà con coraggio e sacrificio”, ha affermato Crosetto, sottolineando come la nascita della Festa della Liberazione sia il risultato di “scelte difficili e pericolose” compiute da donne e uomini uniti da un senso comune di responsabilità. Un percorso che ha portato alla fine dell’occupazione nazifascista e alla nascita della Repubblica, fino alla Costituzione.

Nel suo messaggio, il ministro ha ricordato che la libertà “non è mai un bene acquisito per sempre”, così come la pace, che “si costruisce ogni giorno con responsabilità, equilibrio e determinazione”.

Crosetto ha evidenziato come il contesto internazionale attuale sia sempre più complesso, con minacce che non riguardano solo la dimensione militare, ma anche quella economica, tecnologica, energetica, informativa e cibernetica. “Difendere la libertà e la democrazia significa proteggere il nostro modo di vivere, i diritti, il lavoro e il futuro delle nuove generazioni”, ha dichiarato, sottolineando anche il ruolo delle istituzioni nel garantire stabilità e coesione sociale.

Secondo il ministro, la sicurezza nazionale passa anche dalla tutela di infrastrutture critiche, energia, tecnologia e patrimonio culturale, elementi fondamentali per la solidità del Paese. Crosetto ha poi rivolto un pensiero alle donne e agli uomini delle Forze Armate, impegnati ogni giorno in un contesto internazionale in rapido cambiamento, spesso al fianco degli alleati nell’Nato e nell’Unione Europea. Infine ha ricordato i Caduti e i feriti in servizio, sottolineando come la difesa dei valori democratici comporti spesso responsabilità e rischi personali fino al sacrificio della vita.

Leggi anche
Riproduzione riservata
© Copyright Adnkronos
Tag
Vedi anche


SEGUICI SUI SOCIAL

threads whatsapp linkedin twitter youtube facebook instagram

ora in
Prima pagina
articoli
in Evidenza