Il ministro ospite di “Myrta Confidential”, il programma di Myrta Merlino stasera su San Marino Rtv (canale 550)
“I fenomeni storici difficilmente si ripropongono con le stesse dimensioni e le stesse caratteristiche. Rispetto a quanto accade oggi nel nostro Paese, non si può parlare di terrorismo nel senso tradizionale del termine, quello che ha flagellato l'Italia con il terrorismo nero e il terrorismo rosso. Quello che si può dire è che esistono forme di para terrorismo, che potremmo definire ibride, e che si manifestano in modi inediti. L'ha detto il presidente della Repubblica e lo dico anch'io, da ex magistrato: il modo di agire della delinquenza, e quindi anche del terrorismo, cambia". Lo ha detto il ministro della Giustizia Carlo Nordio, primo ospite della nuova puntata di “Myrta Confidential”, il programma di Myrta Merlino, in onda stasera, venerdì 6 novembre, in prima serata alle 21 su San Marino Rtv (canale 550), diretta da Roberto Sergio con Paolo Alberti capoprogetto.
In un’intervista a tutto tondo il ministro della Giustizia affronta i temi dell’attualità, commentando i disordini di Milano, e ancora, la Costituzione, la candidatura di Antonio Di Pietro al Csm. Ripercorre inoltre aspetti della sua vita privata, a partire dalla lunga unione con la moglie Mariapia Manuel, sposata nel 1978, più il fidanzamento, fino all’amore sconfinato per i gatti “assoluti padroni in casa” e l’ammirazione per Winston Churchill.
"Ci sono reati che sono praticamente spariti - ha sottolineato Nordio - L'esempio più classico è la rapina a mano armata in banca, che un tempo flagellava molti territori, a cominciare dal mio Veneto. Oggi, con la progressiva scomparsa del contante, non è più conveniente. Anche i sequestri di persona sono scomparsi. Oggi è antieconomico sequestrare una persona e chiedere due o tre milioni di euro di riscatto dopo sei mesi di trattative, quando, portando un barcone di migranti a cinquemila euro l'uno, si può ottenere, con molti meno rischi, lo stesso risultato economico”.
Nel corso dell'intervista il ministro è intervenuto anche sulla candidatura di Antonio Di Pietro al Consiglio superiore della magistratura (Csm): “È stato un grande magistrato, un vero pubblico ministero, un vero investigatore e si è battuto molto, durante il referendum, per un orientamento liberale. Credo che abbia pieno diritto di candidarsi e tutti i titoli per farlo". "Saranno gli altri a decidere, ma penso che sia perfettamente coerente con il suo vissuto, non solo magistratuale ma anche politico, essersi candidato”, ha concluso.
Il ministro ha poi risposto a una domanda sul periodo in cui, da magistrato, si occupò anche della censura di pellicole vietate ai minori. "Era il 1982. Avevo appena finito l'inchiesta sulla colonna veneta delle Brigate Rosse. Avevamo fatto 150 arresti e il mio nome era stato trovato, ovviamente, nei covi. Ricevevo lettere con la stella a cinque punte, quelle cose lì. Il procuratore capo mi disse di stare tranquillo per un po' e di occuparmi di altro - ha ricordato Nordio - Mi sono dedicato a reati economici e, tra l'altro, di reati contro il buoncostume. In particolare, a Venezia, un po' perché c'era la Mostra del Cinema e un po' per altre ragioni, si proiettavano questi primi film a luci rosse. Non è stata una sentenza, ma un'archiviazione. Ho posto dei paletti: se il titolo del film non è ambiguo, e in quel caso non lo era, uno sa che cosa va a vedere; se è maggiorenne; se c'è un rigoroso controllo all'ingresso, perché il film deve essere vietato ai minori; se i protagonisti sono tutti maggiorenni e non ci sono violenze. Se ci sono tutte queste condizioni, come fai a dire che viene offeso il senso del pudore di una persona che paga per andare a vedere quel film?”. “Quello che è molto grave oggi è che su Internet non c’è un controllo per i minori”, ha concluso.