Trump attacca Meloni, Tajani annulla visita negli Usa: "Parole gravi e offensive"

Da Schlein a Conte, da Calenda a Vannacci, passando per Macron e Sanchez, la solidarietà della politica alla premier dopo le affermazioni del tycoon

Antonio Tajani - Fotogramma /Ipa
Antonio Tajani - Fotogramma /Ipa
19 giugno 2026 | 12.31
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Dopo l'attacco di Trump a Meloni, scatta la solidarietà della politica alla presidente del Consiglio, con il ministro degli Esteri Antonio Tajani che annuncia l'annullamento della sua missione a Miami, dove avrebbe dovuto partecipare al business forum con il Segretario di Stato americano Marco Rubio.

"Le gravi e offensive parole del Presidente Trump nei confronti del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni - scrive sui social il ministro e vicepremier - offendono tutta l’Italia. Per questo motivo ho deciso di annullare la mia visita negli Stati Uniti prevista per i prossimi 21 e 22 giugno".

Alla luce dell'annullamento della visita del ministro, la Farnesina ha poi comunicato che il Forum imprenditoriale e scientifico previsto a Miami non avrà luogo. Il Forum - si legge in una nota - era previsto nell'ambito della cornice politica della visita del ministro. Il ministero degli Esteri aggiornerà le imprese e le associazioni di categoria su future iniziative di partenariato economico bilaterale con gli Stati Uniti.

Cosa ha detto Trump

Giorgia Meloni "mi ha implorato di fare una foto con lei. Voleva una foto con me così tanto. L'avrei anche non fatta, ma mi ha fatto pena". Così il presidente degli Stati Uniti in una intervista telefonica esclusiva a 'L'Aria che tira' su La7, il programma di David Parenzo, di cui si sente la traduzione in italiano ma non la voce del presidente Usa.

"Come sta il suo primo ministro? Come sta?", ha chiesto Trump al corrispondente de La7, che a sua volta ha chiesto al presidente americano un commento sulla conversazione avuta con Meloni a margine del vertice di Evian. "Probabilmente è contenta che io le abbia parlato. Non ero obbligato a parlarle", ha risposto.

La solidarietà a Meloni

Immediata la reazione della politica italiana, solidale con la premier. "La mia solidarietà al Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Le parole pronunciate nei suoi confronti non contribuiscono certamente a rafforzare quel clima di rispetto fondamentale nei rapporti tra Paesi amici e alleati. Soprattutto in una fase storica così complessa, caratterizzata da profonde tensioni internazionali, è essenziale mantenere salda l'unità dell'Occidente per affrontare insieme le sfide che il mondo pone", le parole del presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana.

''Chi attacca Giorgia Meloni, attacca tutti noi". Così Matteo Salvini sui social dove posta una foto che lo ritrae abbracciato alla presidente del Consiglio.

''Non posso immaginare Giorgia Meloni chiedere una fotografia a nessuno, nemmeno sotto minaccia. Posso invece immaginare quanto le sia costato mettere da parte ciò che Trump aveva detto settimane fa, per fare l’interesse dell’Italia, dell’Europa e dell’Occidente. Ed immagino quanto le costerà non commentare come meriterebbe questa nuova caduta di stile del Presidente Usa. Per quanto caduta di stile sia un implicito ed immeritato riconoscimento, in questo caso, ciò che ferisce è che battute di questo tipo non fanno bene a nessuno: né agli Usa, né all’Italia, né all’alleanza', scrive su X il ministro della Difesa, Guido Crosetto.

"Con tutti i fronti di guerra ancora aperti nel mondo, speriamo per poco, non è accettabile polemizzare con alleati e amici che si sono sempre dimostrati affidabili. L’Italia e il suo governo non implorano nessuno", quanto scrive la Lega sui suoi profili social.

"Gli attacchi del presidente Trump alla presidente del Consiglio Meloni sono inaccettabili da respingere con forza. Mi è già capitato in passato di dirlo, lo voglio ribadire, noi non accettiamo attacchi né insulti rivolti al governo del nostro Paese e continueremo a difendere le istituzioni italiane". Lo dice Elly Schlein a margine dell'iniziativa Fiom a Bologna. "Ci aspettiamo però che lo faccia e cominci a farlo di più anche la destra di questo Paese e che capisca quanto è stata sbagliata la strategia di un atteggiamento remissivo verso Trump e questa amministrazione americana - prosegue la segretaria del Pd -. Un atteggiamento che non solo non ha portato risultati, ma che ha danneggiato l'interesse nazionale. Si è visto sui dazi, si è visto sulla spesa militare al 5 percento, si è visto sulle guerre illegali volute da Trump e Netanyahu, e si è visto anche sul Board of Peace, su cui hanno aggirato la Costituzione. Ecco, ci auguriamo che dopo il deprecabile episodio di oggi, questo governo e questa destra aprano finalmente gli occhi sul fatto che quella strategia è stata fallimentare e serve tutt'altro approccio nella politica estera di questo Paese".

"I deliri di Trump su Giorgia Meloni sono solo l’ultimo episodio di attacchi e insulti rivolti ai leader europei. Non si capisce se per volontà o per inettitudine sta rovinando gli storici rapporti tra Stati Uniti ed Europa. Con le sue uscite inopportune è riuscito nel non facile intento di rendere gli Usa invisi all’intero continente europeo, danneggiando non solo l’Europa ma soprattutto gli Stati Uniti", fa eco Giovanbattista Fazzolari, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega per l’Attuazione del programma di governo.

“Esprimo piena solidarietà e profonda ammirazione al Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Nessuno può pensare di offendere impunemente l’Italia e le sue più alte Istituzioni. È una lezione storica che non ammette eccezioni, Stati Uniti compresi. La dignità e l’onore della Nazione esigono rispetto”, dichiara il ministro della Cultura, Alessandro Giuli.

"L’Occidente ha una sua unità che non può essere dispersa. Per questo vi è bisogno di governi che affrontino con determinazione, equilibrio e buon senso le attuali emergenze nell'ambito di relazioni reciproche costruttive e rispettose. Il Governo italiano ha sempre dimostrato questa saggezza. Dichiarazioni inappropriate, del tutto prive di fondamento, contribuiscono soltanto ad aggravare i problemi e creano fratture''. Così in una nota il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.

"Sono parole e giudizi inaccettabili, dobbiamo essere uniti nel respingere attacchi del genere da parte di qualsiasi leader, specie se è il leader di un Paese alleato, lo dico da cittadino, politico ed ex presidente del Consiglio. Però, possiamo aprire una riflessione interna? Lo abbiamo detto da tempo, se tu rincorri Trump e lo assecondi in tutto, il risultato è questo", dice il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, in collegamento da Bologna con Tagadà, su La7.

"Solidarietà a Giorgia Meloni per le parole inqualificabili di Trump. Nessuno può permettersi questo tono arrogante con chi guida il governo italiano. Tutto mi separa da Meloni e dalla destra, che millantava di fare da ponte. Ma nessuno può trattare l’Italia in questo modo", scrive sui social il senatore del Pd Filippo Sensi.

"Trump è un mentitore seriale nonché un bullo da operetta. Personalmente non credo affatto che Giorgia Meloni abbia implorato alcunché. In ogni caso questi insulti vanno respinti in quanto ledono l’onore della Nazione", scrive Carlo Calenda sui social.

“L’Italia non può diventare terreno di scontro per calcoli di parte o convenienze politiche del momento. Non condivido chi, per attaccare Giorgia Meloni o il suo governo, finisce per gettare fango sul presidente del Consiglio italiano e, con esso, sull’immagine della nostra Nazione". E' questa la replica del leader di Futuro nazionale, Roberto Vannacci. "Al di là del colore politico di chi guida il Paese, il Presidente del Consiglio rappresenta sempre l’Italia. E l’Italia non si umilia, non si svende, non supplica nessuno", dice all'Adnkronos. Per il leader del partito di estrema destra "i rapporti internazionali si costruiscono con fermezza, rispetto reciproco e difesa degli interessi nazionali. E quando qualcuno prova a trasformare una ricostruzione, vera o presunta, in un attacco all’immagine dell’Italia, noi sappiamo da che parte stare: dalla parte della Patria". "Anche se le parole di cui parla il presidente Trump fossero state proferite -avverte- non è accettabile che una circostanza privata venga usata come clava politica contro la dignità delle istituzioni italiane. Da un punto di vista sostanziale, tuttavia, resta condivisibile l'analisi di fondo sul fallimento dell'Europa, che ha attuato politiche disastrose in campo energetico e nel contrasto dell'immigrazione clandestina". "Futuro Nazionale starà sempre dalla parte della Patria, della sua sovranità, del suo prestigio e del rispetto dovuto al popolo italiano. Non arretriamo di un millimetro: la Patria non si usa, non si svende, non si infanga. La Patria si onora, si serve, si difende", è la sua conclusione.

“Le parole di Trump sono ingiustificate e inaccettabili. E si commentano da sole: L’Italia non elemosina nulla e il nostro capo del governo è riconosciuto e stimato in tutto il mondo, come il Paese che rappresenta. D’altronde conosciamo bene Trump, lo stesso che dice di aver fatto eleggere Papa Leone XIV. Chi conosce Giorgia Meloni sa che perfettamente che mai implorerebbe qualcuno. Nonostante ciò, una parte delle opposizioni riesce a fare polemiche strumentali persino su questa vicenda, che semmai dimostra l'autonomia del nostro paese, toccando uno dei punti più bassi della storia politica italiana”, afferma il presidente di Noi Moderati Maurizio Lupi.

"Le frasi di Trump sono orripilanti, come sempre. Finalmente se ne è accorta anche la presidente Meloni: buongiorno Giorgia, ben svegliata. Cara Presidente, hai finalmente capito che allearsi con quella gente lì significa essere contro l’Italia? Ora basta cappellini Maga e basta ponti con Trump: l’Italia merita una classe dirigente che si faccia rispettare nel mondo. Una classe dirigente che non implora, mai. E gli Stati Uniti meritano un inquilino alla Casa Bianca che sappia che cosa è il coraggio, che cosa è il rispetto. La destra mondiale ha fallito: oggi lo ha capito anche la Meloni", scrive sui social Matteo Renzi.

"Ha fatto bene la presidente del Consiglio a replicare con la durezza e la chiarezza necessarie alle parole ignobili di Donald Trump, sempre più fuori controllo e sempre più inadeguato a rappresentare un grande Paese come gli Stati Uniti d’America. L’Italia e l’Europa non hanno mai implorato nessuno; è vero invece che in questi mesi abbiamo osservato con sgomento Trump con il cappello in mano davanti a Putin, Xi, e a tutti nemici delle democrazie liberali. Donald Trump è una sciagura per il popolo americano e per il mondo libero", le parole su X della vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno.

''A testa alta! Non siamo vassalli. Senza implorare. Mai. Questa è l'Italia, questa è Giorgia Meloni'', scrive su Facebook il ministro dei Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, commentando il video di Meloni in replica alle frasi di Trump.

"Non è accettabile il livello di offesa crudele che il presidente Trump ha rivolto alla premier. La figuraccia la fa lui: un prepotente che non si fa scrupolo a danneggiare le relazioni con l’Italia. Molto mi divide da Giorgia Meloni, ma non il rispetto: a lei solidarietà", aggiunge Lia Quartapelle, deputata dal Pd.

"Conosco Giorgia da ‘qualche’ anno, escludo possa mai implorare chicchessia. Dunque, questa esternazione parte a monte da una menzogna. Constato che Donald Trump ha speso parole encomiastiche nei suoi confronti finché il governo italiano non ha puntualizzato la sua indipendenza con l’indisponibilità all’uso delle basi militari come piattaforme americane per azioni di guerra. Oltretutto azioni non decise dall’Onu né dalla Nato, di cui l’Italia fa parte aderendo alle sue regole", dichiara in un comunicato stampa il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli, di Fratelli d’Italia. "Il popolo americano era e resta un popolo amico, gli Usa sono parte decisiva di quella civiltà occidentale che Giorgia Meloni ha risvegliato nei sentimenti europei, anglosassoni e di buona parte delle democrazie liberali del pianeta. Continueremo a farlo presente ignorando caratteri e colore politico di capi di governo e presidenti, constatando che Trump ha insultato a giro tutti i leader europei, determinando il peggior clima possibile tra il nostro continente e gli Stati Uniti dal secondo dopoguerra", conclude Rampelli.

"Noi che pensavamo di aver toccato il fondo con le 'ginocchiere' evocate vergognosamente nell'Aula della Camera dei deputati, dobbiamo ricrederci dopo aver ascoltato le parole del presidente Donald Trump nei confronti di Giorgia Meloni. Così, con infinita pena, esprimo la più convinta vicinanza al presidente Meloni e mi smarrisco nella vacuità di dichiarazioni gravi perché provenienti dal presidente di un Paese che è diventato ciò che è anche grazie a milioni di italiani'', dichiara quindi Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera e deputato di Forza Italia.

"Solidarietà a Giorgia Meloni. A prescindere dal perché siamo a questo punto, adesso va detta una cosa soltanto: chi schiaffeggia i rappresentanti dell’Italia schiaffeggia l’Italia e noi, come italiani, non possiamo lasciarlo fare", scrive Andrea Orlando sui social.

"Quando un capo di Stato estero, indegno rappresentante pro-tempore di una nazione baluardo di dignità, libertà e democrazia, insulta il nostro Primo Ministro, la politica deve reagire compatta. Non è una questione di destra, sinistra o centro. Ma di dignità nazionale. Right (or left) or wrong, it’s my country. Solidarietà del Partito Liberaldemocratico a Giorgia Meloni". Così Luigi Marattin, deputato e segretario del Partito Liberaldemocratico, in un post sui social.

“Trump sempre più surreale, ora bullizza anche Giorgia Meloni, l’ultima alleata che le era rimasta. Spero che la premier italiana faccia mea culpa per aver schiacciato la politica estera italiana sulle posizioni di questa amministrazione americana che sta facendo più danni delle cavallette. Che aspetta a schierarsi con decisione con l’Ue?”, afferma il segretario di Più Europa Riccardo Magi.

"La dichiarazione di Donald Trump è la diretta conseguenza della politica di subalternità con cui Giorgia Meloni ha costruito il rapporto col Presidente degli Stati Uniti d'America. Un rapporto che ha portato Giorgia Meloni ad essere patriota a Washington e forestiera in Italia, a tutelare gli interessi economici di Trump, a subire il ricatto del 5% delle spese per armamenti, ad acquistare il gas, a chiedere la modifica dei regolamenti europei in materia di tutela ambientale e sanitaria", attacca invece Angelo Bonelli. "Una vera patriota a Washington. Ma il punto è il seguente: al posto di Giorgia Meloni mi vergognerei così tanto che mi porrei il problema di farmi da parte. Perché dopo questa figuraccia e aver fatto perdere la dignità all'Italia e agli italiani, comincerei a pensare di farmi da parte. Non è più in grado di rappresentare l'Italia, viste le figuracce che fa fare agli italiani e all'Italia stessa”, aggiunge il deputato di AVS e co-portavoce di Europa Verde.

"Non so se essere più preoccupato per un Trump ormai senza freni, e il problema è che fa il Presidente degli Stati Uniti, o per la credibilità pari a zero di Meloni a livello internazionale, e il problema è che fa la Presidente del Consiglio dei ministri del nostro Paese", gli fa eco Nicola Fratoianni, di Avs. "Verrebbe francamente voglia di esprimere solidarietà a Giorgia Meloni. Se non fosse che tutto questo è il risultato delle sue scelte e della subalternità a Trump, come confermano gli acquisti di armi e di gas dagli Usa, che peseranno enormemente sui bilanci delle famiglie del nostro Paese. Una situazione grottesca - conclude Fratoianni - che gli italiani non si meritano davvero".

La sorpresa di Macron, la solidarietà di Sanchez

"Sono rimasto sorpreso dall’attacco di Donald Trump a Giorgia Meloni, ne parlerò con lei", ha commentato il presidente francese Emmanuel Macron, a margine del Consiglio Europeo a Bruxelles.

"Tutta la mia solidarietà a Giorgia Meloni per l'attacco di Donald Trump. A esprimerla, parlando nella conferenza stampa a conclusione del vertice europeo, è stato il premier spagnolo Pedro Sanchez, precisando di averlo fatto "non solo pubblicamente ma anche privatamente". "E' un attacco né politico, né personale, non so come qualificarlo", ha aggiunto Sanchez.

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