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Innovazione: protesi da plastica e stampa 3D, al via raccolta Crowd4Africa

10 marzo 2016 | 16.43
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Realizzare protesi ortopediche con stampanti 3D, partendo dal riciclo della plastica. E’ quanto intendono fare 15 studenti, dai 15 ai 17 anni, dell’istituto Massimiliano Massimo di Roma dei Padri Gesuiti, coadiuvati da 20 professionisti e genitori volontari e da 69 ragazzi e 40 genitori del corso Making 3D Printers. Obiettivo: fornire, nel più breve tempo possibile, al Lacor Hospital di Gulu (Uganda) e al Centro Caritas di Kenge (Congo) un sistema completo per produrre protesi e pezzi di ricambio, utilizzando rifiuti plastici (come tappi di bottiglia o contenitori).

Crowd4Africa è il nome del loro corso scolastico e della campagna che hanno lanciato con Postepay Crowd, il programma di crowdfunding nato dalla collaborazione tra Postepay, Visa ed Eppela e co-finanziato dai partner, per reperire 22.900 euro che serviranno per l’acquisto della strumentazione (nel dettaglio una tiratrice per sbriciolare la plastica, un estrusore per la fusione, computer, sistemi di acquisizione e stampanti 3D, set di ricambi e attrezzature, tutorial e documentazione).

Diversi i vantaggi di questo sistema: i costi delle protesi si riducono dagli attuali 300 dollari in Africa (che diventano 3.000 in altre aree) a meno di 10; gli ospedali non devono più aspettare mesi per avere ricambi, potendo costruire da soli i pezzi necessari; si incentiva il riciclaggio della plastica. La campagna di crowdfunding durerà fino al 12 aprile sulla piattaforma Eppela.

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