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Rassegna stampa: il lavoro nei quotidiani di oggi

07 novembre 2014 | 09.50
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De Rita: "Da noi il meccanismo del controllo sociale non scatta e a quel punto non c' è controllo fiscale che possa sostituirlo".

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"Abbiamo bisogno di più crescita ma anche di più austerità". Così, in un'intervista a 'Il Corriere della Sera', il presidente della Finlandia, Sauli Vainamo Niinistö. "Dal 2007 aspettiamo - avverte - che l'Italia faccia le riforme. Sono un po' scettico, ma non solo con l'Italia. Lo sono anche con il mio Paese, la Finlandia. Anche noi siamo in rosso e nel mirino della Commissione europea. In sette anni non abbiamo messo in pratica le correzioni necessarie. E ho la sensazione che l'Italia abbia lo stesso problema, cioè quello di implementare le misure di riforma. Non possiamo far nuovo deficit, senza che le strutture siano forti abbastanza da produrre crescita".

"L'evoluzione delle politiche d' interesse dell' industria del turismo avrebbero dovuto spingere l'Italia, Paese ospitante, a mobilitare più e meglio l'Amministrazione pubblica (proprio a partire dal Ministero competente) con proposte innovative, chiamando a raccolta tutte le sensibilità e le intelligenze disponibili". Lo scrive su 'Il Sole 24 Ore', Costantino Jannotti Pecci rappresentante del Mezzogiorno nel direttivo di Confindustria e pastpresident di Federturismo. "E' mancato finora il coraggio di dare fiducia a un sistema d'imprese -avverte- che la meritano e anche la consapevolezza che promozione turistica del Paese non può essere affidata solo al segmento culturale ma significa anche motivare tutte le altre componenti della filiera dell'industria turistica (tradizionali ed emergenti), affiancando all' offerta balneare e montana quella diportistica, enogastronomica, del benessere termale, del cicloturismo ecc., tenendo conto delle loro specificità, delle loro esigenze, delle loro concrete potenzialità".

"Il nostro obiettivo è di diventare sempre più quei professionisti di cui l'azienda ha bisogno anche per tutte le scelte strategiche legate alle nuove sfide legate ad un necessario ripensamento del nostro tessuto socio-economico a seguito dell'attuale crisi. In questo senso il consulente del lavoro sarà in futuro un professionista che si occuperà di valorizzazione del capitale di impresa con competenze sempre più elevate anche in area economica-fiscale". Così, si legge su 'Il Sole 24 Ore', la neoeletta a presidente del Consiglio nazionale dell'ordine dei consulenti del lavoro, Marina Calderone.

"Da un lato - avverte - sarà necessario contrastare la concorrenza nella consulenza del lavoro, dall'altro bisognerà implementare l'assistenza agli iscritti anche in materia tributaria, affinché le ultime competenze acquisite diventino, assieme a quelle già riconosciute, patrimonio della categoria".

"E' un foglietto volante e come tale non mi ha mai appassionato: il suo arrivo non ha cambiato la società italiana e non lo farà nemmeno la sua scomparsa". Così, in un'intervista a 'La Repubblica' Giuseppe De Rita, presidente del Censis riferendosi alla scomparsa dello scontrino. "Per certi versi una detrazione fiscale diretta -sostiene- aiuterebbe, ma di certo non basterebbe a far venire alla luce i redditi nascosti. Dovremmo vergognarci di questo atteggiamento, forse rispetto al popolo americano o inglese manchiamo semplicemente di dimensione civica. Da noi il meccanismo del controllo sociale non scatta e a quel punto non c' è controllo fiscale che possa sostituirlo".

"In Olanda i dipendenti con un contratto sono assicurati in caso di licenziamento. E percepiscono un sussidio. Non lo ricevono soltanto alcune categorie: liberi professionisti, stagisti, lavoratori alle dipendenze di privati". Così, in un'intervista a 'Libero', Aart Van Der Gaag, direttore generale della Abu, l'associazione delle agenzie per il lavoro olandesi. "I disoccupati hanno l'obbligo di cercare -fa notare- un nuovo lavoro. Per farlo sono obbligati a registrarsi presso un'agenzia di lavoro privata. L'Uwv ha un database di offerte di lavoro che è possibile consultare".

Le politiche attive sono al centro dell'agenda politica ormai da diversi anni, ma oltre ai regolamenti attuativi manca chi possa farle funzionare. Dalle affermazioni di principio bisogna passare subito alla riforma dell'amministrazione e ai problemi concreti". Così, in un'intervista a 'Libero', il giuslavorista Michele Martone. "Il contratto a tutele crescenti è una priorità -spiega- sul tema del lavoro si gioca il futuro del Paese. Basta con le risorse sprecate per mantenere in vita posti che non hanno ragione di esistere: oggi bisogna formare i giovani e renderli protagonisti per davvero del futuro economico italiano. Perché accada occorre un' azione amministrativa reale, per questo il governo deve arrivare al termine della legislatura. Per incidere in profondità sul funzionamento del mercato del lavoro serve tempo. L'esecutivo di Renzi compie un processo che noi non abbiamo avuto la forza politica di concludere".

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