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Rassegna stampa: il lavoro nei quotidiani di oggi

13 giugno 2014 | 10.03
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Intervista al Dalai Lama di Beppe Severgnini sul ‘Corriere della Sera’, mentre Tito Boeri su ‘La Repubblica’ dice “fondamentale non fare errori nella riforma della P.a.”.

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Intervista al Dalai Lama di Beppe Severgnini sul ‘Corriere della Sera’, che spiega come buddismo e la Chiesa cattolica abbiano tanto in comune. “Molte cose. Tutte le maggiori religioni mondiali - cristianità, islam, giudaismo, induismo, jainismo, buddismo - portano lo stesso messaggio, ed è un messaggio d’ amore. E riconoscono che ciò che distrugge l’ amore è la rabbia. Così le religioni ci suggeriscono la pratica della tolleranza e del perdono. Anche la cupidigia ostacola la pratica dell’ amore. L’ autodisciplina non dev’essere una regola imposta, ma una decisione individuale sulla base di ragioni valide. Se sei un praticante religioso, credi in Dio o nella legge della causalità: per cui non danneggi il prossimo. Le maggiori tradizioni religiose mondiali portano lo stesso messaggio. Monaci e monache nei monasteri e nei conventi cattolici praticano la semplicità, e dedicano il tempo alla preghiera - anche questo hanno in comune buddismo e cristianesimo”.

“Secondo gli esperti, per gestire un’ azienda (di successo) nel 2014 bisogna prima di tutto conoscere, e molto bene, se stessi. L’ etica è importante quanto la competenza in marketing o finanza. E un sano senso dell’ umorismo è necessario come l’ aria per respirare.Puntate al top? Ecco le 10 doti del manager (moderno, globale e vincente) oggi”. Lo scrive il ‘Corriere della Sera’. “La “Capacità di guardarsi dentro con onestà” precede la “Vision”. “Prima di sapere dove vuoi andare, dove vuoi condurre il tuo team, la tua azienda (puoi chiamarlo vision, leadership o strategia), devi aver bene chiaro in mente chi sei. Perché se non conosci bene te stesso non puoi gestire gli altri”, sottolinea Peter Tufano, rettore della Saïd, la business school della Oxford university”.

Il generale Saverio Capolupo, Comandante generale della Guardia di Finanza, parla con ‘La Repubblica’ e ammette: “I miei poteri sono limitati e ci servono strumenti normativi più efficaci”. Perché, “i controlli esistono, ma dobbiamo rispettare le procedure e la privacy dei nostri militari. Anche se abbiamo un codice deontologico... Ma se uno dei miei ufficiali viene assolto da un addebito io devo poi impiegarlo con mansioni adatte al suo grado”. “Gradirei che il principio della presunzione di innocenza valesse per tutti e sempre. Dunque anche per gli ufficiali del Corpo. Inoltre, non intendo entrare nel merito delle singole vicende processuali”, dice.

Sulla riforma della P.a. “fondamentale non fare errori”, scrive Tito Boeri su ‘La Repubblica’. “Se si intende anche questa volta spezzare gli interventi in un decreto e un disegno di legge, bene assicurarsi che le due parti della riforma non siano tra di loro incongruenti”, spiega il professore. “Le bozze che girano in questi giorni contengono un miglioramento importante rispetto agli annunci iniziali del ministro Madia, ma anche una grave omissione”. “Il miglioramento consiste nel fatto che non c’ è traccia alcuna dei massicci prepensionamenti annunciati dal ministro Madia come modo “di far posto ai più giovani”. “L’ omissione è legata all’ assenza di un qualsiasi riferimento alle remunerazioni. Servirà questa omissione per placare il sindacato, ma non è pensabile riformare il pubblico impiego senza intervenire sulle retribuzioni”, avverte Boeri.

“Matteo Renzi visita sia la Cina sia il Vietnam, ossia uno dei nemici storici più irriducibilmente ostili della Cina medesima. È stata una scelta coraggiosa e che segna un grande punto a favore per la politica estera italiana in Asia”. Lo scrive l’economista Giulio Sapelli su ‘Il Messaggero’. “Questo proprio quando gli Stati Uniti stanno perdendo terreno per le loro indecisioni e la loro scarsa capacità operativa, anche militare, dinanzi ai conflitti che in quell’ area si stanno delineando. L’ Italia non può certo colmare i vuoti lasciati dagli Stati Uniti. Ma certo il nostro Paese può insinuarsi nel difficile gioco di posizione che si apre positivamente anche per una potenza a medio raggio come l’ Italia, quando in quelle nazioni la crescita economica rallenta e nonostante ciò è ancora così forte rispetto a quella europea tanto da essere foriera di buoni affari. È essenziale, tuttavia, per lavorare in Cina e in Vietnam essere in grado di non affrontare in forme ostili nessuno, ma di aprire invece rapporti benefici con tutti gli attori in campo, anche se essi sono divisi nel gioco degli scacchi, così da trarne tutti i vantaggi possibili, senza avere punti di caduta dei conflitti interni all’ area nel complesso delle relazioni di affari instaurate”.

Jack Ma fondatore di Alibaba Group dice al ‘Sole 24 Ore’: “Devo dire che al pari del mio staff abbiamo una grande ammirazione per i prodotti italiani. Sono stato finora a Milano almeno tre volte, a vedere il Salone del Mobile con mia moglie e credo che almeno il 90% dei mobili di casa nostra sia made in Italy”. “Questa settimana cominciamo con una campagna promozionale e come ho detto al primo ministro Matteo Renzi dobbiamo collaborare, noi stiamo creando una task force per arrivare all’ 11 novembre con una prima selezione di prodotti, dobbiamo conquistare non solo la loro confidenza, ma anche quella dei compratori cinesi. Certo, stiamo vendendo prodotti americani, perfino il pesce. Perché allora non dobbiamo poter vendere la pizza italiana, l’ olio, i dolci, le scarpe, i mobili online? Faremo anche corsi alle piccole e medie imprese spiegando loro come possono vendere online attraverso Alibaba”.

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