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Rassegna stampa: il lavoro nei quotidiani di oggi

05 settembre 2016 | 10.08
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"Questo intervento (aumento pensioni minime), come quello riguardante l'anticipo pensionistico per chi ha perso il lavoro, gode di ammortizzatori sociali ma non ha ancora l'età per la pensione, fa parte dei punti cardine perché vogliamo partire da chi sta peggio. Per le minime valuteremo le modalità. Intervenire sulla quattordicesima equivale comunque a un aumento del reddito disponibile". Così, il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, in un'intervista a 'Il Resto del Carlino.

"A fianco dell'Irlanda emergono altri Paesi convenienti dal punto di vista fiscale per le imprese. Le possibili vie sono essenzialmente tre. In primo luogo un ritocco dell'aliquota che supera la media Ue. L'ipotesi di un superammortamento attualmente allo studio sarebbe inoltre una misura nella giusta direzione, così come nuove agevolazioni per gli investimenti in Ricerca & Sviluppo, sulla scia delle buone pratiche messe in campo da altri Paesi. Questi interventi accrescerebbero inoltre la distanza già esistente con Francia e Germania". Così, in un'intervista a 'Il Sole 24 Ore', Adriano Di Pietro, direttore della Scuola Europea di Alti Studi Tributari dell'Università di Bologna.

"Il vero problema è che in Italia ci sono milioni di confusi e sottomessi, convinti di essere dei privilegiati perché ricevono 80 euro in più o una pensione anticipata o lo sgravio fiscale. Un'immensa illusione sociale in cui i servi non si rendono conto della propria condizione perché il padrone ogni tanto getta loro una bistecca. L'Italia fermerà il declino se i servi romperanno l'omertà con le signorie. Ma lo possono fare solo le prossime generazioni, e qui si torna all'importanza della scuola". Così, in un'intervista a 'Libero' l'economista Michele Boldrin.

"Nelle affermazioni di ieri del professore Roberto Perotti su aumento del deficit, rischio di aumento della pressione fiscale locale e risparmi della riforma costituzionale ci sono molte inesattezze. I numeri valgono per tutti. Quando si parla di evasione fiscale, stranamente, il professore Perotti ignora un dato: nella storia dei 70 anni di Repubblica il 2015 ha visto il livello di recupero dell'evasione più alto di sempre. Il record nazionale di lotta all' evasione è stato dunque segnato durante il governo Renzi anche grazie a strumenti come fatturazione elettronica e dichiarazione telematica. Spiace che il professore Perotti non lo abbia considerato nonostante fosse uno dei punti di forza dei famosi 20 miliardi di spending proposti a suo tempo da Cottarelli". Lo scrive su 'Il Corriere della Sera', Yoram Gutgeld, commissario per la spending review.

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