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Ritrovata l'auto della 'Dolce Vita': la Triumph TR3 comprata per caso

17 giugno 2016 | 12.18
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Ritrovata la Triumph TR3, la spider simbolo de 'La Dolce Vita'. A oltre mezzo secolo dall'uscita del capolavoro di Federico Fellini, a quanto apprende l'Adnkronos, la mitica auto torna alla luce dopo essere passata da un proprietario all'altro, perdendo nel percorso la sua identità.

La scoperta è dell'ex senatore Filippo Berselli, appassionato di auto d'epoca, incappato in un vero e proprio colpo di fortuna: l'ex senatore, infatti, l'ha acquistata pochi mesi fa per poco più di 30mila euro, senza sapere di aver tra le mani il gioiello che Marcello Mastroianni guidava per le strade della Capitale (FOTO) nel film premiato a Cannes con la Palma d'Oro e in America con l'Oscar per i costumi.

Berselli la nota a Pesaro e se ne innamora, nonostante, come ammetterà lui stesso, quella Triumph è in pessime condizioni, poco più che ''un pezzo di ferro'': la vettura pur essendo particolarmente interessante per un collezionista è infatti tutta da restaurare. A colpire il senatore è però la vecchia targa nera che certamente ne aumenta la rarità. Dopo l'acquisto Berselli si accorge di un'incongruenza sul libretto: l'auto risulta immatricolata nel 1956, anno in cui però, come noto agli appassionati, quel modello non è ancora in commercio. Berselli decide quindi di approfondire la questione e richiede l'estratto cronologico. Così l’ex senatore scoprirà che l'auto in realtà risale al 1958 e che quel 1956 è stato trascritto erroneamente sul libretto.

E' in seguito però che arriva la vera sorpresa: tra i vari proprietari spunta il nome della Riama Film, società di Angelo Rizzoli che ha prodotto la Dolce Vita. L'ultima targa conosciuta dell'auto riporta a Pesaro ma dall'estratto cronologico emerge che la prima targa è 'Roma 324229' e che è stata immatricolata il 15 luglio del 1958: è proprio la Triumph della 'Dolce vita'.

A ricostruire per intero la storia della macchina è il giornalista Francesco Arcieri, che identifica uno a uno i diversi proprietari della Triumph e, come ricomponendo i pezzi di un puzzle, fa emergere retroscena, personaggi e situazioni della Roma degli anni '60 nel volume 'La Spider Ritrovata - 1959 tra boom economico e dolce vita' scritto con Roberto Chiodi in uscita a fine settembre.

Fu Armando Berni, racconta Arcieri, nipote prediletto del Re delle Fettuccine Alfredo, dell'omonimo ristorante di piazza Augusto Imperatore, locale frequentato all'epoca d ad acquistare il 15 luglio del 1958 la nera Triumph TR3 (Triumph Roadster). La spider inglese, una delle primissime importate in Italia, venne pagata la bellezza di un milione e 998mila lire, un cifra considerevole se si pensa che nel '58 lo stipendio medio di un operaio era di 45mila lire al mese.

Al Pubblico Registro Automobilistico l'auto fu registrata con targa Roma 324229. Armandino, come veniva chiamato dai clienti del famoso ristorante romano, la tenne per sé fino alla fine di dicembre dello stesso anno vendendola poi all'ingegnere Conti, che la regalò per Natale al figlio Maurizio futuro farmacista.

Maurizio Conti, classe 1935, all'epoca aveva da poco compiuto 23 anni e la Triumph divenne per lui la fedele compagna delle dolci notti romane. Maurizio amava quel sogno su quattro ruote, ma il 14 luglio del 1959 non poté resistere alla generosa offerta della Riama Film che cercava proprio quel tipo di macchina scoperta. Da quel momento al volante della Triumph ci fu Marcello Mastroianni. Successivamente Maurizio Conti, volto scoperto durante una serata mondana dal regista Mauro Bolognini, che lo volle per il ruolo di Pepito nel film La Notte Brava, fece la comparsa nel film di Fellini e sul set riconobbe la sua auto.

Nell'estate del 1963 la Riama mise in vendita l'auto da tempo inutilizzata. La acquistò Paolo Bettini di Viterbo, proprietario del suggestivo Parco dei Mostri di Bomarzo, che si vantò per anni di possedere l'auto della Dolce Vita anche se, vivendo in una provincia diversa dalla Capitale, dovette cambiare la targa. Immatricolata a Viterbo, la Triumph Tr3 perse quel rettangolo di ferro nero con inciso il nome di Roma e quei sei numeri che ancora oggi in un bianco e nero felliniano identificano sul grande schermo una icona che appartiene ormai e per sempre al cinema mondiale.

La macchina fu poi venduta a una signora di Forlì, che non seppe mai che si trattava della Triumph della 'Dolce Vita'. La spider rimase a Forlì fino al 1970 e successivamente arrivò a Pesaro, dove è stata acquistata da Berselli a marzo scorso.

Per ammirare l'auto dal vivo, di cui è ancora in corso il restauro, si dovrà attendere il 15 luglio quando lo stesso Filippo Berselli la esporrà per la prima volta a Roma durante la manifestazione Santa Croce Effetto Notte, realizzata dal Mibact.

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