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Roma, da gennaio stop bus turistici in centro

14 dicembre 2018 | 12.51
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''Ce l’abbiamo fatta: i bus turistici dovranno rimanere fuori dal Centro storico. Dopo il Tar anche il Consiglio di Stato ci ha dato ragione, a partire da gennaio 2019 entrerà in vigore il nuovo regolamento. Una battaglia vinta per i cittadini che ha messo la parola fine a un’anomalia del passato''. Così in un post su Facebook la sindaca di Roma, Virginia Raggi. ''I magistrati hanno respinto infatti la richiesta di sospensiva del provvedimento, una decisione importante a tutela del nostro patrimonio storico e archeologico, ma anche per abbattere l’inquinamento atmosferico e acustico'' si legge. ''Con questo nuovo impianto di regole - prosegue - i pullman turistici avranno a disposizione nuove aree di sosta, brevi e lunghe, con fermate e accessi regolati mediante nuove tecnologie ma fuori dal centro della nostra città. Dovranno inoltre pagare tariffe congrue, tarate sull’impatto inquinante del mezzo. Un cambiamento radicale, una vittoria per i cittadini''.

Una misura che potrebbe, però, avere ripercussioni sul piano occupazionale. ''Per noi imprenditori è stata una vittoria - dice all'Adnkronos il presidente dell'Anstra (Associazione Nazionale Servizi Trasporto Autonoleggi) Franco Tinti - perché ci ha fatto capire che bisogna trasferire le aziende fuori da Roma con il licenziamento di circa 2.500 dipendenti già a partire dal 1 gennaio. Il nostro non è uno scenario catastrofico ma solo realistico''. ''Da oggi siamo tutti liberi. Prima di Natale consegneremo con un cesto alla 'vincitrice' sindaca Raggi le chiavi e le licenze dei pullman''. Il presidente dell'Anstra bolla come ''falsi'' i dati sul numero dei bus che circolano a Roma, ''siamo intorno ai 600, altro che 2mila'', e sull'inquinamento dei bus a noleggio. ''Dicono che noi inquiniamo 18 volte di più dei pullman scoperti, non è vero, ci forniscano le prove''. Tinti non ci sta ad essere definito 'grande oppositore' del piano. ''Noi non siamo contro il piano bus ma contro l'arroganza di questa amministrazione Cinque Stelle. Un piano non si fa dalla sera alla mattina, non hanno ascoltato i consigli di noi Associazioni, ci hanno solo messo sul tavolo quello che hanno deciso. Era un piano che si poteva migliorare con un tavolo tecnico''. ''Ora ci chiedono 300 euro per l'ingresso in città - continua -. Per andare dove, visto che hanno chiuso il centro? Dall'aeroporto come arriva un turista, con i pullman che vanno a fuoco? E i bagagli dove li mettono? Sui pullman dell'Atac? E poi noi non trasportiamo solo turisti ma anche studenti, anziani. Noi siamo complementari al servizio pubblico''. ''Resta inteso - conclude - che saremo in agitazione dal 18 al 24 dicembre. Ci rivolgeremo al ministro del Lavoro perché l'Italia è formata da tante piccole aziende e così le fanno morire. Noi non abbiamo più nulla da perdere''.

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