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Conte: "Aderiamo Via della Seta con tutte le cautele"

12 marzo 2019 | 10.19
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Il ministro Tria: "Tempesta in un bicchiere d'acqua"

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Il presidente cinese Xi Jingping (Fotogramma/Ipa)

"La Cina non divide assolutamente il governo". Così, il premier Giuseppe Conte parlando coni cronisti della 'Via della Seta'. "Il governo quando si muove su questi scenari - dice sulla Statale 640 Caltanissetta-Agrigento - si muove sempre in modo coordinato e coerente. Il capitolo della Cina non si improvvisa dall'oggi al domani", aggiunge. "Questo è un capitolo preparato nei mesi scorsi - aggiunge - ma non vi dovete confondere. Da qualche intervista leggete di qualche preoccupazione, ma ho detto anche io che è un capitolo che va affrontato con molta cautela, perché noi aderiamo a questo progetto infrastrutturale chiamato 'Via della seta', ma lo facciamo con tutte le cautele necessarie". E conclude: "Siamo un paese inserito nell'Ue - dice - collocato in una alleanza euroatlantica e chiaramente rimaniamo collocati in questa prospettiva di alleanze. Semplicemente ci apriamo una strada molto interessante dal punto di vista commerciale. Andiamo a sottoscrivere non un accordo vincolante ma un quadro che ci consentirà di aprire una strada molto interessante dal punto di vista commerciale".

TRIA, UNA TEMPESTA IN UN BICCHIERE D'ACQUA - Sul memorandum d'intesa con la Cina che il governo italiano dovrebbe firmare in occasione della visita a Roma del segretario generale del Partito Comunista Cinese e presidente della Repubblica Popolare Xi Jinping si è creata "una tempesta in un bicchier d'acqua". Lo sottolinea il ministro dell'Economia Giovanni Tria, a margine dell'Ecofin a Bruxelles. "Si sta facendo una gran confusione su questo accordo - risponde il ministro - che non è un accordo, ma un memorandum d'intesa: da quello che so, vi si ribadiscono i principi di collaborazione e di cooperazione economico-commerciale, che sono presenti in tutti i documenti europei".

"Ovviamente - prosegue Tria - nessuna regola commerciale ed economica viene cambiata, e non sarebbe neppure nelle possibilità italiane, visto che il commercio internazionale è una competenza europea. Io credo che sia una tempesta in un bicchier d'acqua. Detto questo, forse questo bisogna tenere conto di alcune preoccupazioni, ma credo che ci sia confusione intorno a questa cosa".

Ma, gli è stato chiesto, vale la pena di firmare un memorandum d'intesa che ha sollevato perplessità anche dagli Usa, se non si tratta di un documento vincolante? "E' una questione - ha risposto il ministro dell'Economia - che non voglio discutere qui: se ne occupano il presidente del Consiglio e il ministro degli Esteri". "Io - ha aggiunto - ho detto la mia opinione: la Belt and Road Initative è un'iniziativa partita nel 2013: essenzialmente è una grande visione di cooperazione economica, di connessione attraverso infrastrutture tra l'Europa e l'Asia. Di per sé, è chiaro che è una visione positiva".

FONTI AMBASCIATA USA - Gli Stati Uniti "rimangono preoccupati per l'opacità e la sostenibilità degli accordi che coinvolgono la Belt and Road Initiative (Bri)". E "continuano ad esortare l'Italia ad analizzare con attenzione" eventuali accordi con la Cina dal punto di vista della sostenibilità economica e dell'aderenza a principi condivisi". E' quanto ribadiscono fonti dell'ambasciata Usa a Roma all'Adnkronos, all'indomani della nota di fonti di Palazzo Chigi, secondo cui l'accordo con Pechino non ridisegnerà la collocazione euroatlantica dell'Italia. "Persino in economie sviluppate, investimenti diretti dagli Stati possono essere pregiudicati dalla corruzione e possono non dare priorità allo sviluppo economico globale", è il giudizio delle fonti Usa sui rischi dal punto di vista economico dell'adesione alla cosiddetta Via della Seta. Ma la preoccupazione principale appare di natura geopolitica, da qui il, nuovo forte monito al nostro Paese: "Noi continuiamo ad esortare l'Italia ad analizzare con attenzione gli accordi di commercio, investimento ed assistenza per assicurare che siano economicamente sostenibili, operino sotto i principi di libero mercato di apertura e giusto accesso ai mercati e rispettino la sovranità e lo stato di diritto". E di qui l'invito a discutere "le reali sfide che la Bri nella sua forma opaca e asimmetrica presenta o il fatto che la Bri abbracci un set differente di standard e principi".

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