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Sedicenne uccisa, venerdì autopsia: "Famiglia devastata"

30 giugno 2021 | 15.03
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Concessi 90 giorni per la relazione finale sul corpo di Chiara Gualzetti, uccisa da un suo coetaneo. Il giovane fermato ha confermato la confessione, convalidato il fermo, ma il difensore valuta Riesame

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Foto Fotogramma

E' stata fissata per venerdì l'autopsia sul corpo di Chiara Gualzetti, la 16enne uccisa a Monteveglio nel Bolognese. Lo conferma l'avvocato Giovanni Annunziata che assiste la famiglia della vittima.

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"Stamattina c'è stata l'udienza di conferimento degli incarichi ai periti e noi abbiamo deciso di aggiungere ai periti del pubblico ministero e a quello della difesa, due miei consulenti: un medico legale e un anatomopatologo per avere una visione più complessiva e chiara della dinamica dell'omicidio", spiega all'Adnkronos. Le prime evidenze si avranno subito, ma per la relazione finale i tempi saranno più lunghi: il magistrato ha concesso 90 giorni.

"I pm hanno fatto un lavoro puntuale, hanno contestato le aggravanti corrette - la premeditazione e la minore età della vittima - il capo di imputazione è impostato in modo più che corretto, è la giusta fotografia giuridica di quello che e è accaduto". Un omicidio che lascia soli mamma Giusi e papà Vincenzo che da Napoli si erano trasferiti sulle colline bolognesi per dare un futuro sicuro all'unica figlia. "Non trovo un aggettivo idoneo per descrivere la devastazione psicologica di due genitori", conclude il legale Annunziata.

Intanto, il 16enne fermato per l'omicidio ha risposto alle domande del gip del tribunale per i minorenni di Bologna. Assistito dall'avvocato Tanja Fonzari, il minore ha sostanzialmente confermato la confessione e la dinamica del delitto: l'appuntamento, il tragitto percorso insieme verso l'Abbazia, il momento in cui ha accoltellato alla gola la vittima. "Non ha detto di averla picchiata ed è un particolare su cui bisognerà attendere l'esito dell'autopsia", fa sapere una fonte all'Adnkronos.

Il gip, a poche ore dall'udienza, ha quindi convalidato il fermo e ha disposto la custodia cautelare in carcere, accogliendo così tutte le richieste avanzate dalla procura per i Minorenni guidata da Silvia Marzocchi. Contro il giovane c'è un quadro indiziario "grave" e per l'accusa sussiste "il pericolo di fuga". Il 16enne deve rispondere di omicidio premeditato aggravato dalla minore età della vittima.

Difensore del fermato: "Valutiamo Riesame contro carcere"

"Il gip del tribunale per i Minorenni di Bologna ha accolto le misure del pubblico ministero di convalida e di misura cautelate visto che bisogna ancora fare gli accertamenti, a partire dall'autopsia in programma venerdì e per il quale abbiamo nominato un consulente. Adesso possiamo scegliere se fare il Riesame o ricorrere in Cassazione, stiamo valutando. E' possibile andare in Cassazione sia per la convalida del fermo che per la misura, oppure è possibile rivolgersi al Riesame solo per la misura", spiega all'Adnkronos l'avvocato Tanja Fonzari, difensore del 16enne.

"La madre era presente perché nella giustizia minorile chi esercita la responsabilità genitoriale può essere presente all'udienza che si è svolta in video collegamento, fino a prima dell'udienza non si possono parlare e non sono se dopo si sono incrociati", spiega l'avvocato che non vuole entrare nel merito delle risposte date dal 16enne al giudice.

"So che sul suo profilo social c'è chi sta scrivendo minacce di morte, ho avvertito la famiglia. Come legale stigmatizzo queste condotte così come invito la stampa a non fornire dettagli sul minore, come il nome e il luogo in cui vive la famiglia", conclude.

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