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Tav, è il D-day

ECONOMIA
Tav, è il D-day

(Fotogramma)

E' il giorno della resa dei conti sulla Tav. Oggi l'analisi costi-benefici sull'alta velocità Torino-Lione messa a punto dalla commissione guidata dal professor Marco Ponti sarà pubblicata sul sito del Mit, come annunciato ieri dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli. Ieri la relazione è stata consegnata sia a Luigi Di Maio sia a Matteo Salvini e oggi si tireranno le somme sul completamento dell'opera, fortemente osteggiata dai Cinquestelle.


"Il testo non l'ho ancora letto, spero di poterlo fare oggi" ha detto all'Adnkronos Salvini, arrivato a Palazzo Chigi per un vertice di maggioranza. Ieri da Firenze, dove è stata inaugurata la linea 2 della tramvia, il ministro Toninelli è sembrato entusiasta sulla pubblicazione dell'analisi: "Finalmente si aprirà un dibattito pubblico talmente importante a partire finalmente dai numeri: quanto ci costa, quanto sono i costi e quanti sono i benefici. Così almeno uno non creerà opinioni e giudizi sul nulla ma su dei dati scientifici".

Prima della validazione e pubblicazione da parte del governo italiano il testo dell'analisi costi benefici è stato condiviso con il governo francese, come concordato dai ministri Borne e Toninelli. Molto attesa la stroncatura dell'opera da parte dei tecnici anche se ieri sera il premier Conte ha spiegato che "un potenziale 'no' all'alta velocità non rappresenterebbe un 'no' alle infrastrutture in generale". Secondo quanto emerso dall'analisi costi-benefici anticipata dal 'Fatto Quotidiano', la realizzazione della Tav comporterà ''uno spreco di soldi pubblici con pochi precedenti nella storia italiana. Nel migliore dei casi si arriva a un effetto negativo (sbilancio tra costi-benefici di 5,7 miliardi, nel peggiore si sfiorano gli 8 miliardi; in quello ''realistico'' si arriva a 7 miliardi tondi''.

Il governo dovrà comunque decidere "il prima possibile" che cosa intende fare per la Tav Torino-Lione. L'ultimatum arrivato qualche giorno fa da Bruxelles parla chiaro: se Roma deciderà di non procedere, i fondi Ue potrebbero essere destinati ad altri progetti, probabilmente non in Italia, magari a finanziare la creazione di collegamenti marittimi con l'Irlanda (con porti francesi, belgi ed olandesi), necessari per via della Brexit (ora il corridoio di collegamento tra l'Ue e la Repubblica d'Irlanda passa dal Regno Unito).

L'opposizione, intanto, va all'attacco: "Ora che le elezioni abruzzesi si sono svolte, la smettano con la pantomima elettorale - ha detto il governatore del Piemonte, Sergio Chiamparino -. Il governo decida una volta per tutte, così sarà chiaro chi vuole mettere il Piemonte in un angolo e chi invece lavora per la crescita, la sicurezza, l’ambiente". E anche il capogruppo Dem in commissione Politiche europee alla Camera, Piero De Luca ha sottolineato che "come emerge dell’audizione della Corte dei conti europea alla Camera, se l’Italia bloccasse il progetto Tav Torino-Lione, sarebbe forte il rischio che l’Unione europea possa chiedere al nostro Paese la restituzione dei 700 milioni di euro già spesi e svincolare gli ulteriori 2,7 miliardi di euro stanziati per l’opera".

Salvini, ospite a 'Porta a Porta' ieri ha ribadito che "serve di terminare quello che abbiamo iniziato, non perché ce lo chiedono i francesi ma perché serve agli italiani". Oggi dunque, salvo ripensamenti, tutti i nodi verranno al pettine.



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