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Credito d'imposta sanificazione, come funziona

ECONOMIA
Credito d'imposta sanificazione, come funziona

Aziende, ristoranti, parrucchieri e molte altre attività sono tornate in funzione, e per tutelare la sicurezza dei dipendenti e dei clienti sono tenute al rispetto delle norme nazionali di pulizia e sanificazione dei luoghi di lavoro.


Per agevolare queste operazioni, il decreto Cura Italia ha introdotto il credito d’imposta per tutte le spese di sanificazione, sia degli ambienti in cui si svolge l’attività che degli strumenti utilizzati. Possono beneficiarne i soggetti esercenti attività d'impresa, arte o professione, sottolinea money.it.

Inizialmente il credito d’imposta era stato stanziato nella misura del 50% delle spese sostenute e documentate e fino al tetto massimo di 20.000 euro. Il decreto Rilancio ne ha però ampliato la portata: credito d’imposta del 60% fino a 60.000 euro per spese sostenute nel corso del 2020 per la sanificazione e l'acquisto dei presidi di protezione individuali e dei disinfettanti.

Questo credito è utilizzabile nella dichiarazione dei redditi relativamente al periodo d’imposta di sostenimento della spesa e in compensazione (come prevede l’articolo 17 del D.Lgs numero 241/1997). Chi utilizza il credito d’imposta non intacca il plafond massimo alle compensazioni che il decreto Rilancio ha elevato fino a un milione di euro.

L’agevolazione riguarda le spese per sanificare ambienti di lavoro, strumentazioni, macchinari, l’acquisto di mascherine, guanti usa e getta, gel disinfettanti, visiere e occhiali protettivi, tute e calzature, detergenti mani, barriere protettive in plexiglas e pannelli (comprese le relative spese di installazione).

Un incentivo importante con lo scopo di risollevare le imprese, i lavoratori autonomi e i professionisti che si aggiunge al bonus ristrutturazioni per l'adeguamento degli ambienti di lavoro e agli oltre 6.192 milioni di euro stanziati come contributi a fondo perduto a partire dal 15 giugno 2020.

Tali somme possono essere irrogate nei confronti di titolari di partita IVA esercenti attività d’impresa, lavoratori autonomi e titolari di reddito agrario, senza obbligo di restituzione. La domanda va inviata all’Agenzia delle Entrate in modalità telematica entro e non oltre il 13 agosto 2020.



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