Piazza Affari in rosso, tonfo per Fca

FINANZA
Piazza Affari in rosso, tonfo per Fca

(Foto Fotogramma/Ipa)

Chiusura ai minimi intraday per il listino di Piazza Affari (Ftse Mib -2,59%), fiaccato dalla revisione al ribasso delle stime di crescita da parte delle autorità europee (-1% allo 0,2%), dalle indicazioni arrivate dalle vendite al dettaglio (-0,7% mensile a dicembre) e dal tonfo registrato da FCA (-12,2%).


La prima trimestrale dell’era Manley è stata accolta con freddezza dal mercato: le azioni FCA, già in difficoltà fin dai primi minuti della seduta, hanno accelerato pesantemente al ribasso. I ricavi netti della società si sono attestati a 115,4 miliardi di euro, +4% su un anno prima mentre l’ultima riga di conto economico ha evidenziato un utile netto adjusted di 5 miliardi di euro, +34%. E' la guidance ad aver deluso gli operatori: per l’esercizio corrente, la società stima un Ebit adjusted a oltre 6,7 miliardi di euro con margine superiore al 6,1%. L’Eps diluito adjusted è atteso maggiore di 2,70 euro per azione e il free cash flow industriale netto dovrebbe superare 1,5 miliardi, un target più basso del 2018 a causa di maggiori investimenti.

Perdita più contenuta per UniCredit (-1,92%), che ha registrato un utile rettificato 2018 di 3,9 miliardi di euro, mentre, sempre nel giorno dei conti, Mediobanca ha segnato un -0,34% e Banco Bpm un +0,84%. Fuori dal listini principale, -1,45% di Mps che nel 2018 è tornata in utile per 279 milioni di euro.

Tra i pochi segni più troviamo Campari (+0,38%) spinta dai numeri della francese Pernod Ricard.

Sul mercato valutario l’eurodollaro passa di mano sostanzialmente invariato a 1,1355 mentre la moneta unica perde terreno nei confronti della sterlina (eurgbp a 0,8756, -0,32%) nel giorno in la Bank of England ha confermato il costo del denaro tagliando la stima sulla crescita 2019 dall’1,7 all’1,2 per cento. Intanto Theresa May ha incassato il no di Juncker a nuovi negoziati.

Dopo le indicazioni positive arrivate dall’asta di titoli a 30 anni, torna a salire la tensione sulla carta italiana. Causa l’andamento speculare dei rendimenti dei titoli di Italia e Germania, lo spread si è spinto sopra 280 punti base (284 pb), oltre 6 punti percentuali al di sopra del dato precedente.

Sono due le ragioni che hanno giocato a sfavore della carta italiana: la revisione al ribasso delle stime di crescita, le autorità UE per il 2019 stimano un +0,2%, e l’escalation della tensione con l’esecutivo francese. Con una mossa che non ha precedenti, oggi Parigi ha richiamato l'ambasciatore francese in Italia a causa delle “accuse ripetute", gli "attacchi privi di fondamento" e le "dichiarazioni oltraggiose" da parte dei rappresentati dell’esecutivo giallo-verde. A far traboccare il vaso, l'incontro dei leader del M5S con i gilet gialli. (in collaborazione con money.it )



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