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Sostenibilità: Marinello, portare le politiche nazionali a livello locale

05 luglio 2016 | 18.48
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(Fotolia)

"Il sistema italiano della sostenibilità regge. Anche se occorre rimettere mano al sistema dei consorzi. A livello territoriale però vediamo enormi ritardi, specie nelle regioni meridionali e in particolari aree di esse, dovuti ad ataviche difficoltà, ma anche alle politiche regionali e locali". Così Giuseppe Marinello, presidente della Commissione Ambiente del Senato, nel suo intervento nell’ultimo numero di Elementi, periodico del gruppo Gestore dei Servizi Energetici (www.gse.it). "Per superare queste disparità - osserva Marinello - bisognerebbe esprimere con maggiore incisività le politiche nazionali e il governo dovrebbe intervenire direttamente, anche con poteri di surroga".

Marinello, parlando delle rinnovabili, sottolinea che rappresentano un’opportunità per il Sud ma con dei distinguo: "La redditività della produzione eolica a parità di strutture è maggiore in Sicilia, in Puglia, o in un'altra regione meridionale, rispetto a un impianto simile nella Pianura Padana. Ciò è legato alla presenza dell'Appennino che fa barriera lungo tutta la dorsale della Penisola tra oriente e occidente, tra i venti di levante e di ponente".

Su rinnovabili, puntare su ricerca e innovazione

"Situazione rafforzata da politiche di indirizzo che hanno permesso un’enorme dilatazione di tali interventi soprattutto in un’epoca in cui gli incentivi erano assolutamente allettanti - continua - Ciò ha creato delle distorsioni: da un lato una enorme redditività del capitale, in alcuni periodi superiore alle due cifre quando quella sui mercati finanziari andava scemando. D'altro canto questo fenomeno ha visto un altro aspetto interessante: sono intervenuti una serie di soggetti che non avevano caratteristiche imprenditoriali, ma un ruolo di intermediazione, i cosiddetti sviluppatori. Si sono create così delle zone d'ombra nelle quali malaffare, cattiva politica, pessima burocrazia e addirittura criminalità organizzata spesso sono riuscite a inserirsi".

Marinello punta il dito su "una distrazione della politica". "Poi - aggiunge - è mancata una esatta normazione, che ha favorito infiltrazioni irregolari. Quanto detto credo rappresenti il passato. Da qualche anno c'è una forte inversione di tendenza: con i provvedimenti di questa legislatura, mi riferisco al cosiddetto Spalma incentivi. Credo si sia dato, e si stia dando, un segnale in assoluta controtendenza". Per Marinello, il vero sforzo del Meridione, così come quello di tutta l'Italia, consisterebbe nel "puntare su ricerca e innovazione. Con impianti meno impattanti, con una resa maggiore e una più lunga durata".

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