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Conegliano Valdobbiadene è 'glifosato-free'

La Denominazione compie 50 anni e pianifica la certificazione ambientale

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Conegliano Valdobbiadene è 'glifosato-free'

(Fotolia)

Il Conegliano Valdobbiadene dice no al glifosato e diventa la zona più estesa in Europa a vietarne l'utilizzo, sebbene le normative italiane ed europee consentano ancora l’impiego della sostanza. Si tratta del risultato del lavoro che ha visto insieme le amministrazioni locali dei 15 Comuni della Denominazione (che compie 50 anni) e il Consorzio di Tutela. L'annuncio arriva in occasione della presentazione della nona edizione del Protocollo Viticolo che ha come obiettivo quello di eliminare progressivamente pratiche e molecole considerate troppo impattanti per l’ambiente (anche se consentite dalle norme italiane ed europee) e promuovere forme di agricoltura sostenibili.


La pubblicazione del Protocollo e la sua diffusione tra le 185 aziende che aderiscono al Consorzio di Tutela hanno contribuito a radicare negli anni i temi di sostenibilità agronomica tra gli agricoltori del territorio. Già nel 2013 sono state escluse tutte le formulazioni contenenti prodotti a base Folpet, Mancozeb, Dithianon, e diverse altre sostanze che la legge avrebbe consentito di utilizzare, come accaduto successivamente nel 2016. Nel 2018 è stata assunta la decisione delle amministrazioni locali di vietare il glifosato, divieto che quest'anno diventa attuativo.

Il prossimo passo? La Certificazione S.Q.N.P.I. (Sistema Qualità Nazionale Produzione Integrata) delle aziende agricole della denominazione Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg, per la quale si sta già predisponendo tutta la documentazione necessaria. Un sistema che considera tutti i mezzi produttivi e di difesa delle coltivazioni dalle avversità, in grado di ridurre al minimo l’uso in vigneto delle sostanze chimiche di sintesi e di razionalizzare la pratica della fertilizzazione.

Per ottenere e mantenere la certificazione saranno predisposte attività di controllo come l’attuazione di un numero significativo di analisi delle uve prodotte volte ad accertare qual è stato l’effettivo impiego in vigneto delle sostanze chimiche. Nello specifico occorrerà conseguire due obiettivi: certificare il 25% degli operatori entro il 2021 e incrementare le certificazioni del 10% ogni anno successivo.

Potranno partecipare al progetto tutte le aziende trasformatrici e imbottigliatrici che in tal modo avranno la possibilità di utilizzare il logo “ape” sui propri prodotti. Il consorzio ha coinvolto Valoritalia s.r.l. quale ente di certificazione.



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