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Make in Africa, soluzioni green per l'accesso all'energia

WORLD IN PROGRESS
Make in Africa, soluzioni green per l'accesso all'energia

(Adnkronos)

Una soluzione innovativa per drenare l’acqua in eccesso modellando il terreno; un generatore portatile a energia solare; un servizio per la conversione di rifiuti organici in gas e fertilizzanti. Sono i tre progetti vincitori di Make In Africa, il contest di Maker Faire Rome 2018 promosso da Eni per individuare, supportare e diffondere la realizzazione di soluzioni innovative sui temi della sostenibilità e dell’accesso all’energia nei Paesi africani.

Nel dettaglio si tratta del progetto di Melesse Temesgen che ha sviluppato una soluzione sostenibile e innovativa per il drenaggio dell’acqua: una tecnologia al servizio dei contadini in aree remote per drenare l’acqua in eccesso modellando il terreno con un risparmio di acqua significativo.

Il secondo vincitore è Prince Nana Kow Essel che ha ideato una soluzione sostenibile in tema di accesso all’energia. Il suo progetto ‘Solar Pulse Power Hub’ è un generatore portatile a energia solare che supporta le piccole imprese rurali con energia pulita, affidabile ed economica. Ha anche ideato un sistema di pagamento inclusivo e accessibile ‘pay-as-you-go’.

Il terzo progetto, di Kombo Ekra Noel N'guessan, si chiama Lono: un'impresa sociale che in Costa d'Avorio fornisce servizi di biotecnologia, a piccole e medie imprese locali e famiglie. Il progetto dal titolo ‘KubeKo box’ converte i rifiuti organici in gas e fertilizzanti fornendo così energia pulita e sicura, dando una spinta all’economia locale.

I tre progetti sono stati presentati oggi al Maxxi di Roma dove Eni ha organizzato l’evento Make’In Africa, dedicato all’omonimo contest e alle startup africane. Obiettivo: parlare di innovazione, soluzioni e futuro.

Secondo Jean Léonard Touadi, Advisor Fao, "contrariamente a quello che si pensa e si scrive, l'Africa non è un continente stagnante, statico, immobile. E' la parte del mondo che sta conoscendo un fermento straordinario sotto ogni punto di vista: culturale, sociale, economico e tecnologico".

"Si parte da questo grande fermento, da questa grande pentola africana che bolle, e che nasconde degli ingredienti di innovazione dal punto di vista del salto tecnologico che questo Continente sta conoscendo e che farà dell'Africa il più grande laboratorio di sperimentazione tecnologica nei settori dell'innovazione, dell'energia, della sostenibilità in agricoltura - aggiunge - Insomma un gran laboratorio che necessità che ci si accosti all'Africa in modo nuovo e che si possa accompagnare questo fermento con finanziamenti ma anche con iniezioni di tecnologie dall'Europa".

"L'Africa ha bisogno di due tipi di imprenditorialità - osserva Mario Molteni, Ceo di E4Impact che sviluppa imprenditorialità in Africa - una che è di grandi dimensioni legata alle infrastrutture, siano esse fisiche come le strade, piuttosto che virtuali come il mondo relativo a Internet. Dall'altra c'è bisogno di un'imprenditorialità diffusa, dal basso, che invece può coinvolgere tantissimi settori a partire dal settore dall'agricoltura dove c'è enorme potenziale di miglioramento, di recupero di produttività, di creazione di filiere sostenibili, a settori come l'housing, la pelle, il fashion, l'education, la salute, ecc.... un grande spazio per l'intrapresa da parte dei giovani; e le partnership con le imprese italiane potranno essere molto importanti".

Tra gli interventi anche quello di Blessing Onyeche Ugwoke ed Emerance Jessica Claire D’Assise Goma-Tchimbakala, entrambe vincitrici dell’Eni Award 'Debutto nella Ricerca: Giovani talenti dall’Africa', rispettivamente nell’edizione 2017 e 2018 del premio, e dei tre premiati di MakeIn’ Africa.

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