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Spari e R4, lancette indietro di 39 anni dove uccisero Moro

04 maggio 2017 | 16.26
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di Francesco Saita

Gli spari, la Renault 4 (rossa, come l'originale), le stesse due armi, la mitraglietta Skorpion e la pistola Ppk. 39 anni dopo il Ris torna a via Montalcini 9, nel garage dove Moretti e Maccari dissero di aver ucciso Aldo Moro, il 9 maggio del 1978. Immagini esclusive AdnKronos. Ad arrivare per primo nella via della periferia sud-est di Roma, zona Magliana, il comandante Luigi Ripani, l'uomo che guida le operazioni dei carabinieri che stanno ricostruendo le scene del crimine più noto delle Br, quello che Sciascia da subito definì 'Affaire Moro', dalla strage di via Fani al tragico epilogo, con l'omicidio dell'uomo del compromesso storico nel box dell'appartamento-prigione del primo piano.

Ripani arriva con sottobraccio il libro 'Il prigioniero' di Anna Laura Braghetti, uno dei quattro carcerieri di Moro, oltre i due che si sono autoaccusati degli spari, c'era infatti Prospero Gallinari, rimasto in casa quella drammatica mattina, che cambiò la storia della Repubblica.

Obiettivo (dichiarato) degli investigatori, quello di verificare il racconto di quei momenti. Due le domande principali che la Commissione Moro del presidente Fioroni ha posto: la prima è se è possibile che gli spari, alcuni in sequenza e altri unici, alcuni silenziati e altri no, possano essere passati inosservati, non ascoltati da nessuno, 39 anni fa; la seconda e se quella R4, poi ritrovata a via Caetani, entrasse in quel piccolo box, permettendo in spazi angusti di far sdraiare Moro nel portabagagli, lasciando lo spazio necessario per sparare a chi aveva il compito di uccidere il presidente, mentre l'auto era con il muso rivolto all'uscita, con mezza saracinesca aperta.Domande a cui il Ris cercherà di rispondere con le sue perizie, che arriveranno a breve.

Nel frattempo i tanti politici della Commissione presente, i carabinieri e gli abitanti del condominio, fanno le loro ipotesi. Per alcuni il rumore degli spari è assordante: "impossibile che non si siano sentiti" e quindi qualcosa non torna, per altri, che si sono posizionati nei pianerottoli soprastanti invece "da lì non si sentiva nulla".

Alla fine, passano oltre quattro ore, e gli uomini del Ris smontano le apparecchiature portate. Le nuove tecnologie, gli apparati elettronici, i misuratori del rumore delle armi e poi la R4, prestata da un comune cittadino, lasciano in corteo il garage. Il 'nuovo' proprietario del box, chiude la saracinesca. "E' una storia di quasi 40 anni fa, la casa la comprò mia suocera, ora ci vive mia figlia, ma noi nel garage non abbiamo mai toccato nulla, è rimasto così com'era...".

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