Blanco: "Dalla noia nascono le cose migliori"

L'artista, 23 anni, torna con il nuovo album 'Ma'', in uscita il 3 aprile: "Oggi il vero rock’n’roll è la disciplina"

Blanco
Blanco
02 aprile 2026 | 10.24
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Correre a cento all’ora non è sempre la strada più facile per il successo. E così, dopo un’ascesa che lo ha catapultato in pochi anni al centro della scena, Blanco ha scelto l’unica direzione che non ci si aspetterebbe da un ventenne: fermarsi. In questa storia, perfino la noia, quella che tutti evitano, è diventata per lui il terreno fertile dal quale ripartire. Da qui nasce 'Ma’', il nuovo album in uscita il 3 aprile per Emi Records Italy/Universal Music Italy, un lavoro che affonda le mani in una scrittura più intima e consapevole. Perché, come dice lui stesso, “oggi è la disciplina il vero rock'n'roll”. A quattro anni dall’ultimo progetto discografico, e dopo un periodo di pausa e ricostruzione personale, che comprende l'episodio legato alla sua partecipazione al Festival di Sanremo 2023, Blanco torna con un nuovo capitolo della sua storia artistica. Il disco raccoglie 15 brani, di cui 11 inediti, insieme ai già noti 'Piangere a 90', 'Maledetta Rabbia', 'Anche a vent’anni si muore' e al recente 'Ricordi' con Elisa, ora in rotazione radiofonica.

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Il titolo affonda le radici nel rapporto con la madre Paola, figura cardine nella vita del cantautore, in un dialogo che prende vita nella title track 'Ma’' e che si riflette anche nella copertina, un vecchio scatto realizzato dal padre quando Blanco era bambino. “Il pezzo su mia mamma è nato per caso - racconta l’artista -. Ero in studio e stavo litigando al telefono con lei, non ricordo per cosa. Lavoravo a una canzone con un significato totalmente diverso. A un certo punto un amico mi fa: ‘Perché non la fai su tua mamma, visto che ci stai litigando?’. Allora ho rigirato tutta la canzone verso di lei ed era tutto perfetto, super veritiero. E ho detto: ‘Va bene, iniziamo così’. Il nostro è un rapporto molto stretto”. Dal punto di vista sonoro, il disco si muove in modo libero e variegato, grazie anche al lavoro del main producer Michelangelo e dei produttori Federico Nardelli, Parisi, Simonetta e Zazu: “Le sonorità le abbiamo scelte sempre in base al mood del momento. Io non sono uno che dice ‘oggi facciamo una canzone country’. Vado dove mi porta il vento”.

Un approccio che si lega anche al percorso personale dell’artista, passato attraverso una fase di pausa: “Non l’ho fatto per insegnare qualcosa a qualcuno ma perché me lo sentivo - sottolinea -. Anche il fermarmi non è stata una strategia, non ho detto mi fermo così poi torno. Volevo ricostruirmi come persona e tornare con una consapevolezza diversa. Secondo me ho capito che non ho capito niente. Del resto, se avessi capito tutto a 23 anni sarebbe finito il mondo”. Il successo precoce non lo ha mai vissuto come un peso, anzi: “Sono fortunato - osserva -. Era quello che volevo fare da piccolo. Sono felicissimo. Sicuramente mi ha fatto vivere la mia età in modo diverso, ma è una cosa bella. Fai delle esperienze incredibili, non c’è da essere tristi”. Anche l’esperienza di Sanremo 2023, quando interruppe il brano e distrusse la scenografia di rose sul palco dopo aver lamentato problemi di audio, ha avuto un impatto limitato: “Sul momento ha pesato a livello personale - ammette Blanco -. Però non mi sono fermato per quello. Ho sempre tirato dritto”.

Un momento che si inserisce in un contesto più ampio, in cui negli ultimi anni diversi artisti della sua generazione, come Angelina Mango e Sangiovanni, hanno scelto di fermarsi per fragilità personali e per la necessità di ritrovare un equilibrio. "Mi dispiace per loro - dice - sono bravissime persone e artisti ma non ho un rapporto stretto, quindi non saprei dire". 'Ma’' è nato in luoghi e momenti diversi: “Tanti brani li avevamo iniziati anni fa e poi lasciati lì, a metà. Ma come il vino buono, sono migliorati nel tempo. Molto però è nato qui in Italia”. Al centro del racconto c’è un messaggio chiaro, la speranza. “Ci sono dei pezzi dove sono stato sicuramente molto male e altri dove sono stato molto bene, però mi piaceva, anche nello stare male, mantenere quella speranza, che è una delle cose più belle che ci siano” spiega Blanco. Nell’album non manca una riflessione sui momenti di svolta della vita, come in 'Anche a vent’anni si muore': “È nato da una session con Simonetta e Petrella. L’idea era che nella vita ci sono dei checkpoint che ti segnano e qualcosa cambia. Io ho sentito questi momenti. Non per forza negativi. Di cosa mi devo lamentare? Ho visto entrambi i lati delle cose. Cerco di essere una persona solare. Basta guardare fuori dalla finestra: siamo vivi”.

Due le collaborazioni presenti, con Elisa e Gianluca Grignani: “Il pezzo con Grignani era iniziato anni fa a Las Vegas - racconta -. Poi ho deciso che volevo fare una canzone con lui e ho pensato che fosse perfetto per quel brano. Con Elisa invece il pezzo era già chiuso e volevo lei perché la stimo tantissimo”. Due featuring scelti con coerenza: “Di solito mi piace fare album senza featuring. Non li ho presi solo perché sono Elisa e Grignani, ma perché entrambi sentono quelle canzoni”. Con Grignani, in particolare, Blanco vive un rapporto di grande stima: “Gian è un numero uno. Mi piace tanto anche come persona, è molto puro. Anche gli errori che ha fatto, secondo me, li ha fatti proprio per questa sua purezza. È un grandissimo artista, perché riesce perfettamente a esprimere quello che prova. Per me Gian è un grande”. Nonostante il riconoscimento come una delle penne più autentiche della scena italiana, lui si schermisce: “Mi sento normale. Vivendo fuori Milano ho una vita diversa. Quando torno qui percepisco certe cose, ma a casa mia è tutto più semplice”.

La scelta di vivere lontano dalla città negli anni è diventata parte del processo creativo: “Ho fatto questa scelta - confessa Blanco - perché volevo preservare una cosa che per me è fondamentale: la noia. Nei posti più piccoli ti annoi di più, è inevitabile, perché non hai mille stimoli continui come in città. Però proprio quella mancanza di distrazioni ti porta a stare di più con te stesso. E lì succede qualcosa: inizi a pensare, a riflettere, a immaginare. Ho capito che spesso le cose migliori nascono così, quando non hai niente da fare e sei costretto a riempire quel vuoto con qualcosa di tuo. E poi ho realizzato anche un’altra cosa: tante delle cose più belle sono gratis. Una passeggiata, respirare, guardarsi intorno sembrano banali ma non lo sono per niente. Milano ha una bella vibe, però sei bombardato. Invece secondo me la noia è una grande componente dell’arte”.

Un concetto che ribadisce con convinzione: “A volte ho cavalcato altre emozioni, però secondo me la noia è la migliore di tutte, da quella partono le cose migliori. Poi c’è anche l’entusiasmo, che è fantastico. Ma la noia la riconosci. Sai quando ti stai rompendo. Lo capisci perché vuoi fare altro. E quel ‘fare altro’ può diventare qualcosa di positivo”.

Il ritorno dal vivo accompagnerà l’uscita del disco con 'Il primo tour nei palazzetti', in programma tra aprile e maggio 2026, prodotto e organizzato da Friends & Partners e Vivo Concerti, a cui si aggiungerà il 'Tour Estate 2026'. Per suggellare la dimensione più intima del progetto, il 2 aprile, alla vigilia della release, Blanco intraprenderà un cammino di circa 11 ore da Cisano fino a Calvagese della Riviera, casa della madre, per consegnarle personalmente il disco a lei dedicato. Un gesto che sancisce il senso del percorso fisico e interiore alla base di 'Ma', e che chiude il cerchio di un lavoro in cui l’artista sembra mettere a fuoco una maturità diversa ma con la stessa spontaneità che da sempre caratterizza la sua musica. (di Federica Mochi)

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