Il Festival del Maggio Musicale tra debutti e grandi ospiti internazionali

Al Teatro del Maggio va in scena "The Death of Klinghoffer"

Il Festival del Maggio Musicale tra debutti e grandi ospiti internazionali
18 aprile 2026 | 15.05
LETTURA: 6 minuti

Un’opera contemporanea mai rappresentata a Firenze, il debutto sulle scene fiorentine di Luca Guadagnino e di Lawrence Renes e una storia contemporanea che tuttora, a distanza di oltre quarant’anni, lascia il segno per i risvolti umani, storici e politici che ancora riesce ad evocare. "The Death of Klinghoffer" titolo di forte impatto politico e civile è lo spettacolo con cui domenica 19 aprile si alza il sipario sull'88º Festival del Maggio Musicale Fiorentino che così rinnova la propria grande tradizione di presentare titoli contemporanei nuovi o molto rari.

CTA

L’opera, composta da John Adams, non è mai andata in scena prima d’ora al Teatro del Maggio così come sono inedite a Firenze le sue composizioni. Sul podio della Sala Grande, alla guida dell’Orchestra e del Coro del Maggio, il maestro Lawrence Renes, un vero specialista, esecutore e profondo conoscitore delle composizioni di Adams. La regia e le scene sono di Luca Guadagnino, tra i più affermati registi cinematografici a livello mondiale che per la prima volta firma la regia di uno spettacolo al Teatro del Maggio. Il maestro del Coro del Maggio è Lorenzo Fratini, la coreografia è curata da Ella Rothschild. I costumi sono di Marta Solari, le luci di Peter van Praet, Mark Grey è il sound designer.

L’opera come il titolo stesso evoca, rivolge il suo sguardo narrativo a uno dei più rilevanti fatti storico-internazionali degli ultimi decenni: il sequestro dell’Achille Lauro, la nave da crociera italiana dirottata nel primo pomeriggio del 7 ottobre del 1985 da un commando di quattro terroristi del Fronte per la Liberazione della Palestina, una fazione dissidente della ben più nota Olp, l’Organizzazione per la Liberazione della Palestina. Nel corso delle concitate e frenetiche ore che seguirono il sequestro - che portò, come è noto, all’uccisione di Leon Klinghoffer, un cittadino americano di religione ebraica, costretto in sedia a rotelle che si trovava in crociera per festeggiare il suo anniversario di matrimonio - gli equilibri internazionali vissero momenti molto delicati che portarono la relazione diplomatica fra l’Italia e gli Stati Uniti a una situazione complessa che ebbe il suo culmine nella cosiddetta ‘Crisi di Sigonella’.

"The Death of Klinghoffer" si struttura in un prologo e due atti e si basa sul libretto, in questo caso un’opera d’arte poetica, scritto dalla poetessa Alice Goodman ed è andata in scena per la prima volta a Bruxelles al Teatro de la Monnaie nel 1991. In Italia è stata rappresentata per la prima e unica volta nel 2002 a Ferrara e a Modena.

Il cast è formato da Daniel Okulitch come The Captain; da Laurent Naouri che interpreta la parte di Leon Klinghoffer; da Susan Bullock nelle vesti di sua moglie, Marylin Klinghoffer; Marina Comparato nei panni sia di Swiss Grandmother che di Austrian Woman e da Joshua Bloom nella parte di Rambo, il leader dei terroristi. Completano la compagnia di canto Andreas Mattersberger come The first Officer; Roy Cornelius Smith nella parte di Molqi; Mamoud è Levent Bakirci; Janetka Hoșco è la British dancing girl e Marvic Monreal interpreta la parte di Yazmir.

"Un teatro d’opera non deve limitarsi a intrattenere", afferma il sovritendendente Carlo Fuortes, sottolineando la necessità di affrontare "i grandi temi del nostro tempo" attraverso il linguaggio artistico. Sulla stessa linea il direttore d'orchestra Lawrence Renes, che definisce la partitura "un Everest musicale" e ribadisce come "parola e musica siano indissolubilmente legate", ma soprattutto evidenzia la centralità della "dimensione umana" dell’opera. A completare il quadro, Luca Guadagnino insiste sulla complessità del racconto: "Non esiste un bianco e un nero", afferma il regista, indicando come il vero cuore del lavoro risieda nella capacità di generare "un atto profondo di immedesimazione" e di spingere lo spettatore verso "uno sguardo più umano sull’altro".

Zubin Mehta con la moglie Nancy, il cantante Lorenzo Cherubini Jovanotti, lo scrittore Giancarlo De Cataldo, il musicsta Premio Oscar Nicola Piovani, il direttore d'orchestra Alexander Soddy, il giornalista Roberto D'Agostino, l'ex premier Matteo Renzi e i rappresentant di numerose famiglie aristocratiche: è lunga la lista degli ospiti che sfileranno sul red carpet dell’88esimo Festival del Maggio Musicale Fiorentino.

Sarà il sovrintendente Carlo Fuortes ad accogliere gli ospiti istituzionali: il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, la sindaca di Firenze, Sara Funato, l'assessore regionale alla Cultura, Cristina Manetti, e l'assessore alla Cultura del Comune di Firenze, Gianni Bettarini, Cosimo Guggione, presidente del Consiglio comunale di Firenze, e Cristina Scaletti, sindaca di Fiesole. Attesi, inoltre, Margherita Cassano, già presidente della Corte di Cassazione, Silvana Sciarra, presidente emerita della Corte costituzionale, l'europarlamentare Dario Nardella, e i parlamentari Simona Bonafè, Maria Elena Boschi, Paolo Marcheschi e Federico Gianassi.

L'elenco comprende poi Daniela Ballard (console generale Usa), Guillaime Rousson (console generale di Francia), Huang Xinhua e Guan Zhongqi (consolato generale della Repubblica Popolare cinese a Firenze), Luigi De Simone (comandante provinciale dei carabinieri di Firenze), Cinzia Gagliardi (comandante dei carabinieri forestali in Toscana), Pierluigi Solazzo (generale dell’Arma dei Carabinieri, comandante della Legione carabinieri “Toscana”), Gianluca Filippi (generale delle Guardia di Finanza, omandante regionale della Toscana).

Saranno presenti i membri del Consiglio di indirizzo della Fondazione del Maggio - Cesara Buonamici, Gennaro Galdo, Antonella Giachetti, Sandro Rogari, Valdo Spini - e i rappresentanti dei fondatori e degli sponsor - Bernabò Bocca, Marco Carrai, Leonardo Ferragamo, Gabriele Gori, Daniela Mori, Roberto Naldi, Alessandra Petrucci, Maria Oliva Scaramuzzi.

Tra gli altri ospiti: Pier Luigi Pizzi (regista e premio Abbiati),la moglie del compositore John Adam, Berlinde De Bruyckere (artista autrice della scultura della messinscena) Alice Goodman (autrice del libretto dell’opera), James Williams (consulente storico), Damon Albarn (polistrumentista, cantante), Jonathan William Anderson (stilista) , Nairy Baghramian (artista visiva) Noemi Brando (attrice), Lapo Baroncelli (presidente di Confindustria Toscana Centro e Costa), Stefano Collicelli Cagol (direttore Museo Peccio di Prato), Mario Curìa (presidente Accademia del Maggio), famiglia Frescobaldi, Roger Granville, Sergio Risaliti (direttore Museo Novecento), Giorgio van Straten (presidente Fondazione Alinari), Eike Schmidt (direttore Museo di Capodimonte), Luigi De Siervo (amministratore delegato della Serie A), Antonella Mansi (presidente del Centro di Firenze per la Moda Italiana), Sandra Carraro, Innocenzo Cipolletta (presidente Aie), Marco Angius ( direttore d’orchestra, premio Abbiati) Giorgio Battistelli (musicista e compositore), Nicola Piovani (musicista e compositore), Silvia Colasanti (compositrice e direttrice artistica del Festival della Valle D’Itria, premio Abbiati) Oscar Pizzo (musicista),

Numeroso i sovrintendenti: Nazzareno Carusi (Petruzzelli), Michele Galli (Carlo Felice), Mathieu Jouvin (Regio di Torino), Luciano Messi (Regio di Parma), Fortunato Ortombina (Teatro alla Scala), Alessio Vlad (direttore artistico Regio di Parma), Anna Maria Meo (Scuola di Musica di Fiesole), Rosa Maria de Giorgi (Conservatorio Cherubini Firenze), Barbara Minghetti (direttrice della Programmazione Teatro Sociale di Como/Aslico, premio Abbiati). Tra i giornalisti Antonella Boralevi, Serena Bortone, Silvia Calandrelli, Giovanni Floris, Jas Gavronski, Fabiana Giacomotti, Alessandra Sardoni, Giorgio Zanchini.

L'apertura del Festival del Maggio Musicale Fiorentino sarà segnata anche da un presidio di protesta, organizzato dall'associazione Firenze per la Palestina. L’associazione sostiene che il lavoro di John Adams rischia di rappresentare la resistenza palestinese “in chiave terroristica” e critica quella che definisce una lettura artistica priva di adeguato contesto storico. In un documento, il gruppo afferma inoltre che la lotta del popolo palestinese non sarebbe rivolta contro gli ebrei, ma contro l’occupazione israeliana, e contesta alcune rappresentazioni del conflitto presenti nell’opera e nel libretto. La protesta è annunciata dalle ore 16, un'ora prima dell'inizio dello spettacolo. (di Paolo Martini)

Riproduzione riservata
© Copyright Adnkronos
Vedi anche


SEGUICI SUI SOCIAL

threads whatsapp linkedin twitter youtube facebook instagram

ora in
Prima pagina
articoli
in Evidenza