Mina, le canzoni rimaste nel cassetto diventano 'Dilettevoli inedite eccedenze'

Da Pino Daniele ai Beatles, fino a Henri Salvador. Un 'herbarium musicale' di canzoni dagli anni ’70 a oggi. Il figlio Massimiliano Pani Mazzini: "Non ha mai pensato di smettere"

Mina
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06 ottobre 2026 | 15.46
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Quante canzoni possono rimanere fuori dalla discografia di Mina dopo una carriera come la sua, secondo il censimento degli autori di un libro pubblicato la scorsa primavera, 1.427 brani registrati e pubblicati? La risposta, evidentemente, è ancora molte. Moltissime. Da quei ‘surplus’ nasce ‘Dilettevoli inedite eccedenze’, il nuovo album di Mina in uscita il 9 ottobre per Pdu, terzo volume della serie con cui la cantante torna a cercare nel proprio archivio registrazioni mai pubblicate e materiali rimasti fuori dai dischi. “Questa collana è nata perché si è detta: ‘Perché tenere perle in un cassetto?’”, racconta il figlio e produttore Massimiliano Pani Mazzini, presentando il progetto a Milano. “Si può andare avanti, ce ne sono ancora tante in un cassetto. Negli anni della sua produzione lei faceva addirittura un disco doppio all’anno. Lei in 5 anni ne ha fatti 10. 107 album di musica sua: tra pochi artisti al mondo. Immaginiamo quanti altri pezzi ha lasciato fuori. Con questa collana si va a tirarli fuori”. Il titolo sintetizza bene il progetto: 'inedite' perché quasi tutte le registrazioni non erano mai state pubblicate su disco, 'eccedenze' perché provengono da periodi e lavori diversi della discografia di Mina.

L’unica eccezione è ‘Settembre’ di Ivano Fossati, già pubblicata come bonus track della versione deluxe di Mina Fossati del 2019, oggi fuori catalogo, e riproposta perché, spiega la produzione, “bellissima e per renderla sempre disponibile al pubblico”. Il resto attraversa decenni di musica, dagli anni Settanta fino a 'Vento di passione', registrata nella primavera del 2026. La tracklist non segue il criterio della hit parade. Ci sono canzoni conosciute e altre quasi dimenticate, repertorio italiano e internazionale, brani in dialetto, in francese, classici del pop e della canzone d’autore. 'A costo di morire', scritta da Franca Evangelisti e Fabio Massimo Cantini e incisa da Fausto Leali nel 1980, è la canzone scelta da Mina per accompagnare la prima sfilata Armani dopo la scomparsa dello stilista, lo scorso primo marzo a Milano. ‘Vento di passione’ è il brano scritto e interpretato da Pino Daniele con Giorgia nel 2007. 'Carrettieri’, invece, arriva dalla tradizione siciliana ed era stata incisa nel 1949 da Beniamino Gigli. ‘La mia serenata’ è la canzone con cui Jimmy Fontana vinse Un disco per l’estate nel 1967.

E ancora ‘Dans mon île’ di Henri Salvador, 'Viernu', composta nel 1945 da Vincenzo Acampora, ‘Yes I Know My Way’ di Pino Daniele e ‘Eleanor Rigby’ dei Beatles, qui riletta da Mina in una versione flamenco. C’è anche ‘Canzone triste’, con testo di Roberto Lerici e musica di Gianni Ferrio, nata come brano orchestrale per il flautista Severino Gazzelloni con il titolo ‘Fantasia romantica’ e poi interpretata da Mina nell’ultima puntata di 'Milleluci' del 1974. La registrazione inserita nell’album è però diversa da quella televisiva: fu realizzata in studio con Gianni Ferrio. “Nei dischi di cover di Mina si trovano pezzi anche della tradizione che vengono da lontano, come ‘Carrettieri’. Sembra un’aria d’opera e ha un suo fascino - spiega Pani Mazzini -. Ci sono brani eterogenei, dai divertissement a pezzi come ‘Dans mon île’, in francese. Non è una proposta di grandi hit ma anche di riscoperte di grande eleganza. È un herbarium musicale, tante cose di epoche diverse”. Il principio è quello che ha accompagnato Mina per tutta la sua discografia: andare a cercare canzoni. È successo con i repertori di Lucio Battisti, Enzo Jannacci, Domenico Modugno, i Beatles, Frank Sinatra e con moltissimi altri autori ma anche con brani poco conosciuti affidati alla sua voce. “Lei è il fil rouge - sintetizza Pani Mazzini -. L’album è un progetto eterogeneo ed è il suo fascino”.

Il caso di Pino Daniele lascia ampi margini per il futuro. Nel disco ci sono sia ‘Vento di passione’ sia ‘Yes I Know My Way’, mentre Mina aveva già inciso ‘Je so’ pazzo’, ‘Je so’ vicino a te’, ‘Quanno chiove’ e ‘Napule è’. Possibile immaginare quindi un Pino Daniele songbook? “Sì, come pezzi ci siamo - risponde Pani Mazzini senza esitazioni -. Fare un Pino Daniele songbook sarebbe una bella idea. Lei ha sempre amato la sua musica, ci sono tanti pezzi di Pino che lei ama cantare”. Le registrazioni del nuovo album non sono state né aggiornate né rifatte per uniformarle a un suono contemporaneo. “Sono rimaste fotografie del loro tempo - precisa Pani Mazzini -. È rimasto tutto fedele alla fotografia, non si è voluto rifarle per non farle diventare un ibrido”. Anche questo contribuisce alla natura dell’album, inteso come una raccolta di momenti diversi della storia musicale di Mina. La ricerca, racconta il figlio, è parte del lavoro quotidiano della cantante. “Quando lei ha capito prima degli altri che la televisione stava cambiando, ha detto: ‘Bene, allora faccio altro’. È una di quelle artiste che, più volte nel corso della carriera, ha saputo dire: ‘Basta, cambio strada’. Si è concentrata su ciò che ama di più, la musica. Quello è stato sicuramente lo stimolo più divertente e appassionante, perché lei è più musicista che cantante. Ha una curiosità e una cultura musicale enormi. E di fare questo non si è ancora stancata”.

Anzi, “continua a cantare benissimo, ha ancora voglia di farlo e, ogni tanto, dice: ‘Facciamo questo pezzo, facciamo quell’altro pezzo’, per un progetto che ha in mente oppure semplicemente per inserirlo in un disco come 'Dilettevoli inedite eccedenze'”. Il lavoro di selezione dei brani che le vengono proposti, aggiunge Pani Mazzini, è costante e Mina “vi si dedica con grande costanza ogni giorno”. Ma ascolta musica anche “per puro piacere personale, passando dalla classica al jazz, dal pop al rock”. Qualche curiosità: per ‘Dilettevoli inedite eccedenze’ Mina e Mauro Balletti hanno cercato negli archivi dodici immagini inedite, trasformando il libretto in un oggetto più vicino a un album fotografico che alla semplice confezione di un disco. “Piuttosto che fare delle riedizioni o rimasterizzazioni preferisce un lavoro di inediti. Queste ‘Dilettevoli eccedenze’ hanno anche una dimensione grafica: lavoro sull’immagine e tantissime cose sono rimaste fuori, con anche eccedenze grafiche e fotografiche nel libretto. È più ricco di un disco normale perché ci sono scatti alternativi alla copertina. È un lavoro incredibile, che influenza anche le nuove generazioni, colpite da questa follia creativa che rappresenta un’altra parte di quello che Mina ha da dire, insieme a Mauro Balletti”.

'Dilettevoli inedite eccedenze' non è un capitolo conclusivo ma un altro modo di continuare a pubblicare musica senza seguire per forza la logica di un nuovo album costruito da zero. “Altri pezzi sono da collezionista o da fan, ma ce ne sono tanti”, assicura Pani Mazzini. Ma come raccontare una carriera così lunga anche sul grande schermo? Di proposte per un film o una serie su Mina, racconta Pani Mazzini, ne sono arrivate “tantissime”, anche dall’estero ma nessuna è stata considerata finora abbastanza efficace. “Oggi è ritenuta da molti, soprattutto dai musicisti e dagli addetti ai lavori, forse la più grande cantante bianca in circolazione - spiega - Però non è ancora emersa un’idea davvero efficace, anche perché per realizzare una serie o un film su Mina serve un’intuizione forte. Bisogna partire dalle canzoni, anche perché il materiale a disposizione è enorme. La sua vita è interessante soprattutto per le scelte che ha fatto, più che per gli aspetti privati”.

È proprio il rapporto con la musica, secondo il figlio (che lo scorso anno ha aggiunto il cognome della madre al proprio), il punto da cui partire. Mina, dice Pani Mazzini, “è una delle poche artiste che ha saputo compiere scelte radicali rimanendo comunque contemporanea, mantenendo una visione precisa e continuando a essere seguita da un pubblico che nel tempo è cambiato ed è cresciuto. Questo è un elemento eccezionale e sarebbe interessante raccontare proprio questa storia. Non solo un periodo specifico della sua carriera ma il percorso che l’ha portata a continuare a fare la sua musica, una musica che è rimasta incredibilmente rilevante anche per un pubblico che nel frattempo si è evoluto, aggiornato e appassionato”.

Un esempio sono i giovani artisti che le hanno chiesto di collaborare e continuano a farlo. “Quasi tutti i cantanti delle nuove generazioni le hanno chiesto di duettare, dai rapper agli artisti pop. Poi lei ha scelto di fare ciò che riteneva giusto, come nel caso del brano con Blanco ma le richieste sono arrivate davvero da tutti. Spesso mi sono chiesto perché un artista di diciannove anni voglia fare una canzone con Mina. La risposta che danno è sempre la stessa: Mina è avanti. Hanno capito che è riuscita a fare quel percorso artistico a cui loro aspirano, ma a modo suo”. È questo, secondo Pani Mazzini, che dovrebbe raccontare un eventuale film o serie tv: “Il coraggio, la follia, ma anche il lavoro, la serietà e l’amore per la musica. Se qualcuno riuscisse a trovare un’idea capace di racchiudere tutto questo, sarebbe sicuramente qualcosa di molto interessante”.

Nel frattempo, la musica di Mina continua ad avere un rapporto a doppio filo con il cinema. Ferzan Özpetek, che utilizza spesso le sue canzoni nei propri film, ne avrebbe inserite alcune anche nel nuovo 'Nella gioia e nel dolore', atteso nelle sale italiane a Natale. Lo stesso videoclip di 'Vento di passione' è stato diretto da Özpetek e interpretato da Luca Argentero. Brani inediti? “Sì, anche”, precisa Pani Mazzini. In totale al regista sono stati proposti cinque o sei brani ma la scelta definitiva spetterà a lui. Mina, intanto, continua ad ascoltare e registrare. Sempre senza apparire. E ogni tanto torna a pescare dentro quel cassetto che, a giudicare da ‘Dilettevoli inedite eccedenze’, è ancora tutt’altro che vuoto. (di Federica Mochi)

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