Insulti e minacce di morte dopo endorsement per il 'Sì' al referendum, Diaco denuncia gli haters

Il conduttore di 'Bellamà' è diventato bersaglio di insulti e minacce sui social

Pierluigi Diaco - Ipa
Pierluigi Diaco - Ipa
23 marzo 2026 | 12.36
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Dopo che nei giorni scorsi aveva dichiarato "Voto sì al Referendum, in Italia se voti no diventi un testimonial, se voti sì sei un lacchè", il conduttore di 'Bellamà' Pierluigi Diaco è diventato bersaglio di insulti e minacce. Minacce anche di morte, accompagnate da immagini a testa in giù con scritto "credere obbedire penzolare", a cui sono seguiti commenti violenti del tipo "si merita questo e anche di peggio".

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Il conduttore non ha commentato ma - secondo quanto riferito dal Secolo d'Italia - avrebbe denunciato con documentazione dettagliata gli autori di queste minacce e di questi insulti.

La solidarietà di Salvini e Santanchè

Su X intanto un messaggio di Matteo Salvini, che si aggiunge ai post di solidarietà ricevuti da politici e colleghi nei giorni scorsi. "Minacce inaccettabili, vigliacche e vergognose. Solidarietà a Pierluigi Diaco. Chi non tollera le idee altrui non ha argomenti, ha solo odio", scrive il leader della Lega.

Anche la ministra del Turismo ha scritto su X. "Se ci fosse un referendum sull’odio vincerebbe sicuramente la sinistra, incapace di accettare che qualcuno la pensi diversamente da lei. La mia solidarietà a Diaco colpevole di essersi pronunciato per il sì", le parole di Daniela Santanchè.

Si uniscono ai messaggi i parlamentari della Lega in Vigilanza Rai. Giorgio Maria Bergesio, Ingrid Bisa, Stefano Candiani, Elena Maccanti, Clotilde Minasi ed Elena Murelli hanno inviato "la più forte e sincera solidarietà della Lega al giornalista Pierluigi Diaco, vittima di una vergognosa ondata di insulti, minacce di morte e odio sui social solo per aver espresso liberamente la sua opinione a favore del ‘Sì’ al referendum". "Nascondersi vigliaccamente dietro una tastiera gettando odio perché qualcuno osa non allinearsi al coro è a dir poco riprovevole. Chi aspira al pensiero unico, chi vuole imporre il silenzio con la paura invece del confronto civile avrà sempre la nostra condanna unanime", hanno concluso.

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