Avvenivano anche attraverso pizzini consegnati in strada e scambi di schede micro sd, inserite in pacchetti e nascoste negli incavi di muri, le comunicazioni tra la presunta spia russa e gli arrestati nell'inchiesta della procura di Roma e della procura militare che ha svelato un'attività di spionaggio in Italia. Secondo quanto si apprende, venivano messe in atto strategie di occultamento dei contatti molto evolute, che gli esperti del Ros sono riusciti a decriptare. In alcuni casi per tenere al sicuro le loro conversazioni la spia russa chiedeva agli indagati di allontanare gli smartphone: in un caso facendoglielo posizionare all'interno di un forno a micronde. Nel corso dell'operazione condotta dal Ros, sono finiti ai domiciliari Gavino Raoul Piras e Vincenzo Di Pasquale, due carabinieri 59enni, ex 007 dell'Aisi. Coinvolti nell'inchiesta anche altri quattro indagati.