Il presidente si propone come mediatore tra due dirigenti, ma l'iniziativa diventa un autogol
Niente stretta di mano tra la federcalcio di Israele e quella palestinese, l'iniziativa del presidente della Fifa diventa un clamoroso autogol. Gianni Infantino, presidente della federcalcio mondiale, cerca la mossa ad effetto sul palco del Congresso di Vancouver: per annunciare la sua candidatura al terzo mandato consecutivo, invita sul palco il presidente della federcalcio palestinese, Jibril Rajoub, e il vicepresidente della federazione israeliana. "Voglio confermare la mia candidatura alle elezioni per la presidenza della Fifa del prossimo anno. Volevo che foste i primi a saperlo. Grazie per l'incoraggiamento e il sostegno", dice Infantino. "Permettetemi di ringraziare i due rappresentanti di Israele e della Palestina, che hanno gli stessi diritti, doveri e obblighi, in quanto membri della Fifa. Lavoreremo insieme, lavoriamo insieme per dare speranza ai bambini, lavoriamo insieme per questo".
FIFA President Infantino just tried to force the representative of Palestine to stand with Israel and take a picture at the 76th FIFA Congress
— BladeoftheSun (@BladeoftheS) April 30, 2026
Palestine refused instead shouting out "We are suffering"
FIFA is a sick organization and the World Cup should be boycotted by everyone pic.twitter.com/KaHUJQFgU2
Quindi, l'invito ai due dirigenti: Infantino cerca di mediare per arrivare ad una stretta di mano a favore dei fotografi. Il presidente della Fifa, che lo scorso anno ha consegnato a Donald Trump un discutibile 'premio per la pace', si cala nel ruolo di mediatore con risultati rivedibili. Rajoub non ne vuole sapere: niente stretta di mano, nessun contatto con il dirigente israeliano. "Stiamo soffrendo", dice ad alta voce il presidente della federcalcio palestinese prima di allontanarsi.