Vince la maratona di Berlino, si infortuna all'ultimo km e perde il record del mondo: il 'dramma' di Assefa

La rottura del tendine d'Achille poco prima del traguardo nega alla campionessa etiope il nuovo primato sulla distanza

Tigst Assefa - Afp
Tigst Assefa - Afp
28 settembre 2026 | 17.59
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La sua vittoria ha sfiorato l'epica dello sport e si è trasformata, presto, in un dramma sportivo. Tigst Assefa ha vinto la maratona di Berlino, ma a poche ore dal trionfo la sua gara straordinaria, chiusa in 2h11’04", fa discutere gli appassionati soprattutto per ciò che poteva essere e non è stato. Un record del mondo, sfiorato e 'perso' solo a causa di un grave infortunio nel finale, quando le proiezioni la lanciavano a grandi passi verso un eccezionale 2h09’44". Un tempo che sarebbe entrato negli annali come nuovo primato mondiale sulla distanza regina dell'atletica, i 42,195 chilometri.

Assefa, vittoria e record mancato a Berlino

Cos'è successo alla fuoriclasse etiope? A meno di due chilometri dalla fine, poco dopo il chilometro 40, Assefa ha cominciato a zoppicare. In alcuni punti del percorso, anche in maniera evidente e con smorfie di sofferenza sul volto. Il vantaggio accumulato sulle avversarie le ha permesso di arrivare comunque per prima al traguardo ma il rallentamento è costato il record del mondo (tra l'altro da lei già detenuto dal settembre 2023 all'ottobre 2024, in 2h11'53"), a quel punto alla portata.

Tagliato il traguardo, ad attenderla per prestarle subito soccorso è arrivato anche Haile Gebrselassie, protagonista della storia della maratona di Berlino (e nei ricordi degli appassionati del fondo e del mezzo fondo per le memorabili sfide con il campione keniano Paul Tergat). Assefa è stata subito accompagnata dal suo staff medico per accertamenti e l'esito degli esami, immediato, ha evidenziato la rottura del tendine d'Achille. Un duro colpo. Con inevitabile stop per la carriera della maratoneta che, per poco, non è diventata (di nuovo) la più veloce di sempre.

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