La provocazione di McEnroe: "I giocatori dovrebbero boicottare gli Slam, solo così avranno più soldi"

L'ex numero uno attacca la gestione dei quattro Major e sollecita un'azione drastica dei giocatori per ottenere una redistribuzione dei guadagni e maggior peso sui calendari

John McEnroe  - Ipa/Fotogramma
John McEnroe - Ipa/Fotogramma
28 settembre 2026 | 16.36
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Nuova sferzata contro le istituzioni del tennis firmata John McEnroe. Presente a Londra in occasione della Laver Cup, l'ex capitano del Team World ha riaperto il dibattito sulla sproporzione tra gli incassi milionari generati dai quattro tornei del Grande Slam e la percentuale effettivamente destinata ai protagonisti in campo. Per spezzare l'attuale equilibrio e garantire agli atleti un peso decisionale maggiore sia sul piano finanziario sia nell'elaborazione dei calendari, l'ex numero uno al mondo ha suggerito una linea d'azione priva di compromessi: "I giocatori dovrebbero essere partner nei tornei Major. Il fatto che non lo siano crea attriti: ricevono una quota davvero esigua dei ricavi. L'unico modo per riuscirci, a mio avviso, è boicottare uno o due tornei dello Slam".

L'uscita del sette volte campione Slam giunge in un momento di forte tensione tra i vertici del circuito e i tennisti. Dopo le prese di posizione pubbliche andate in scena durante il Roland Garros e Wimbledon, i principali interpreti del circuito hanno costituito un comitato di rappresentanza per trattare a porte chiuse con gli organizzatori. La richiesta principale sul tavolo riguarda l'adeguamento dei montepremi: la proposta è quella di far salire il prize money degli Slam fino al 22% dei ricavi complessivi entro il 2030, a fronte del 15% medio attualmente riconosciuto agli atleti.

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