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Strage di Monaco, il padre del killer: "Contro di noi minacce di morte"

31 luglio 2016 | 14.41
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(Afp) - AFP

"Riceviamo minacce di morte, mia moglie piange da una settimana, la nostra vita a Monaco è finita". A dieci giorni dalla strage nel centro commerciale Olympia rompe il silenzio il padre di Ali Sonboly, il 18enne tedesco di origine iraniana che ha ucciso nove giovani e si è poi suicidato. In un'intervista con l'edizione domenicale della Bild, l'uomo, che fa il tassista, si rammarica per non essersi accorto di quello che il figlio, da tempo in cura psichiatrica, stava preparando: "Non sapevo che avesse un'arma". Né era al corrente, dice, del fatto che il figlio fosse un fan di Anders Behring Breivik, l'estremista di destra norvegese che il 22 luglio del 2011 uccise 77 persone in un attentato a Oslo e in una sparatoria a Utoya.

Masoud Sonboly - portato via in una località segreta insieme alla moglie e al figlio più piccolo dalla polizia subito dopo la strage - però sapeva che Ali che era stato vittima dei bulli a scuola. "Lo avevo tolto da scuola e ne avevo parlato con la sua insegnante", racconta, rivelando di aver informato anche la polizia. Adesso, continua, "voglio sapere tutto, voglio sapere anche quali medicinali prendeva".

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