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Superbonus: Buia (Ance), 'aumento prezzi materie +300% intervenga l’Antitrust'

15 ottobre 2021 | 16.06
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Aumento dei prezzi senza sosta, concorrenza sleale e rischio di contenziosi. L’Ance lancia l’allarme: il superbonus del 110% e il pacchetto di incentivi legati alla casa e alla sostenibilità sta soffrendo forti anomalie di mercato e l'associazione chiede all’Antitrust di intervenire al più presto. Ma non solo. L’associazione dei costruttori invita il governo a varare al più presto un provvedimento che dia certezze su tempi e proroghe. Le scadenze differenti tra i vari incentivi stanno scatenando la corsa dei cittadini ad aprire pratiche di ristrutturazioni con il risultato di mettere sotto pressione imprese e professionisti. Il timore è che per evitare di perdere gli incentivi si faccia tutto di fretta esponendo successivamente il settore a una lunga serie di liti legali.

''I prezzi delle materie prime continuano ad aumentare -dice all’Adnkronos il presidente dell’Ance Gabriele Buia- per alcuni prodotti come polietilene siamo oltre il 300%, il ferro oltre il 200%, è insostenibile. Anche con l'aumento dell'energia i laterizi stanno aumentando. Oltre alla tensione che c'eè sui mercati mondiali. Il garante del mercato deve intervenire per capire se ci sono difformità e nel caso evitare che vi siano speculazioni. I tempi di consegna -sottolinea- si dilatano sempre più e i prezzi sono rivisitati al momento della consegna, con variazioni continue’’. Se viene a mancare la rispondenza tra preventivi, prezziari, tempi e investimenti fatti per le imprese le ripercussioni ''potrebbero essere pesanti e i contrasti potrebbero amplificarsi''.

Ma non solo. Il settore sta vedendo la nascita di imprese improvvisate, attirate dalla possibilità di fare soldi facili grazie agli incentivi e alla pressione dei cittadini. Concorrenza che viene definita sleale e in grado di incidere negativamente sulla qualità dei lavori.

‘’Si deve intervenire -dice Buia- e si devono fare dei controlli. Non è possibile che oggi qualsiasi persona si alzi e decida di intervenire approfittando della spinta degli incentivi e quindi dei soldi dello Stato senza avere i requisiti e la professionalità necessari, un’organizzazione reale di lavoro e senza rispettare le leggi. Non è possibile che lavorino imprese improvvisate, aperte dalla sera alla mattina. E poi si devono uniformare i requisti senza distinzioni tra incentivi. Riteniamo che sulle responsabilità in capo ai progettisti, sui riferimenti ai prezzi, sulla sicurezza nei posti di lavoro sul rispetto delle regole non ci possono e non devono esserci essere differenziazioni derivanti da norme o da anomalie di mercato’’.

Al governo si chiede di intervenire riprogrammando con attenzione la tempistica degli incentivi che già ora rischia di far pagare un prezzo salato alle imprese. ''la spinta dei cittadini e la carenza delle materie prime rischia di far fare i lavori di fretta per accontentare le esigenze di tutti, ma così non si può fare. L’inverno ad esempio produrrà inevitabili rallentamenti, ci sono operazioni che al di sotto di certe temperature non si possono fare. Si sta creando una situazione in cui il rischio di contenziosi legali per il mancato rispetto dei tempi è molto grande. Al governo chiediamo di capire oggi quale sarà il futuro di questi incentivi, cosa si vuole fare. Anche i cittadini hanno necessità di programmare le attività e la pianificazione in casi come questi è necessaria''.

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