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Terremoto: architetti a confronto con Laboratorio ricostruzione in Umbria

04 luglio 2017 | 13.55
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Ha registrato il tutto esaurito la due giorni della prima edizione del Laboratorio per la ricostruzione in Umbria, i cui lavori hanno preso il via lo scorso weekend a Norcia e che ha visto personalità di spicco dibattere su un tema che interessa e coinvolge diverse regioni italiane. Un momento di lavoro operativo per convergere energie concrete attorno al complesso tema della pianificazione urbanistica e architettonica nei territori colpiti dal sisma.

I lavori sono iniziati venerdì 30 giugno con 'Attraverso il sisma', un itinerario a cura dell’Ordine degli architetti, paesaggisti, pianificatori e conservatori della provincia di Perugia per una visita ai beni culturali danneggiati nel corso dell’ultimo terremoto. Da Porta Romana fino a Porta Ascolana lungo corso Sertorio, il folto corteo ha coinvolto, oltre all'architetto Stefano Boeri, anche Nicola Alemanno, sindaco del Comune di Norcia, Vasco Errani, commissario straordinario per la ricostruzione sisma 2016, Alfiero Moretti, direttore Ufficio Ricostruzione Perugia, Diego Zurli, dirigente Pianificazione urbanistica Regione Umbria, ed esponenti di organizzazioni locali e regionali.

Un’occasione per riflettere, davanti ad esempi concreti, sulle modalità e gli accorgimenti dell’architettura antisismica, al fine di costruire una solida conoscenza di problematiche, esperienze e soluzioni che possano diventare un patrimonio comune. La giornata è poi proseguita con l’inaugurazione, alla presenza di Enrico Mentana, del nuovo Centro operativo polivalente di Norcia, struttura progettata da Stefano Boeri che ha ospitato nel pomeriggio una serie di importanti interventi e dibattiti sul tema della prevenzione.

'Norcia Best Practices', questo il titolo del ciclo pomeridiano: numerosi professionisti provenienti da università, istituzioni, associazioni di diverse regioni d’Italia si sono confrontati su tematiche specifiche con l’auspicio che una migliore conoscenza delle tecniche ricostruttive antisisma e delle normative in essere, comprese quelle straordinarie recentemente deliberate, possano portare a un rilancio del territorio a livello di qualità delle architetture antisismiche, trasformando così il drammatico evento che ha colpito questi territori in un momento di rilancio. Una metodologia di lavoro, basata sulla conoscenza diretta, sulla relazione, sullo scambio di esperienze e sull’apertura al confronto con portatori di idee e best practices a livello nazionale ed internazionale.

Al termine della prima giornata di lavori la conversazione tra Stefano Boeri e l'’architetto burkinabè Francis Kéré nella cornice della Rocca Albornoziana di Spoleto, una fortezza situata sulla sommità del Colle Sant’Elia, che, dopo anni di impegnativi restauri, nel 2007 è stata adibita a sede permanente del Museo nazionale del Ducato di Spoleto.

Tutto esaurito anche nel Salone Antonini, dove l’architetto burkinabè, recentemente insignito del prestigioso premio 2017 Serpentine Pavillon, ha tenuto una lecture presentando i numerosi e significativi progetti che lo hanno reso oggi uno dei protagonisti dell’architettura a livello mondiale. Per Kéré, una “bella architettura” è uno strumento per far cambiare, migliorandole, le abitudini e i comportamenti degli abitanti di un paese, il Burkina Faso, che ancora oggi vive e affronta problematiche importanti.

I lavori sono poi proseguiti nella mattina di sabato 1 luglio a Palazzo Collicola, a Spoleto, dove sono stati organizzati una serie di workshop tematici coordinati da Maria Chiara Pastore su 6 temi focali legati al sisma: due tavoli con 15 partecipanti per ogni tema. Momenti di approfondimento per ricostruire “dove e come era”, per indagare sull’uso dei materiali per la ricostruzione dei manufatti, solo per citare alcuni temi di questa sessione di workshop.

E, per concludere, alle ore 17, la visita alla Rocca di Spoleto e alla mostra ‘I Tesori della Valnerina’ con l’esposizione dello straordinario patrimonio artistico recuperato e restaurato proveniente dalle zone colpite dal sisma.

Un successo, dunque, quello di questa prima edizione del Laboratorio per la ricostruzione, che ha lanciato un messaggio invitando la Regione e tutti coloro che hanno contribuito alla sua realizzazione a proseguire su questo percorso trasformando l’esperienza del Laboratorio come un appuntamento annuale per un dibattito culturale tra tutti gli attori coinvolti nel processo di ricostruzione del Centro Italia.

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