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Terrorismo: Usa, arrestata donna che si offriva di aiutare Is su Facebook

18 novembre 2014 | 11.46
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In Virginia è stata arrestata una donna che su Facebook proclamava il suo sostegno allo Stato Islamico ed offriva aiuto a chi voleva mettersi in contatto con il gruppo terroristico in Siria. Heather Elizabeth Coffman, 29enne residente nella Henrico County, è stata scoperta da un agente dell'Fbi sotto copertura che l'aveva contattata sul social network.

Non è ancora chiaro, comunque, se gli inquirenti abbiano prove effettive di un reale legame tra la donna e l'Is, cosa che viene smentita dal suo avvocato difensore. "A quanto io sappia non ha mai viaggiato da nessuna parte, i suoi legami erano solo su Internet, credo che uno possa mettersi nei guai anche su Internet, ma immagino anche che si possa credere che sia successo molto più di quello che è effettivamente accaduto", ha detto Mark Henry Schmidt, difensore della donna che, nata e cresciuta negli Stati Uniti, vive con i genitori ed una figlia di 7 anni.

Secondo l'accusa, Coffman aveva detto all'agente sotto copertura che lei aveva in passato organizzato il viaggio di un uomo definito suo marito in Turchia per incontrare i mediatori che l'avrebbero messo in contatto con l'Is. Ma dopo "passi concreti" per la realizzazione del piano, l'uomo avrebbe deciso di non partire.

L'inchiesta dell'Fbi sulla donna è iniziata lo scorso aprile, dopo che è stata ottenuta l'autorizzazione per controllare i suoi account sul quale comparivano post come "Siamo tutti Is", e anche affermazioni, quasi da teenager, "I love Is". Come del resto suona da adolescente il post pubblicato qualche giorno dopo in cui alla sorella confida che "papà è un po' arrabbiato perché ti sto coinvolgendo in tutta questa roba da jihad". A luglio così l'Fbi decise di preparare una 'trappola' con un agente sotto copertura.

A prescindere dall'accertamento dell'effettivo legame tra Coffman e il gruppo terroristico, il caso è un nuovo esempio della presenza dell'Is sui social network e quindi sulla sua capacità di attirare l'interesse di giovani americani. Due mesi fa una 19enne di Denver si è dichiarata colpevole di aver cercato di andare in Turchia dove avrebbe dovuto incontrare un militante tunisino dell'Is con il quale aveva avviato una relazione su Internet.

E, sempre dalla zona di Denver, il mese scorso tre teenager sono scappate di casa e sono riuscite ad arrivare in Germania, da dove l'intenzione era di recarsi in Turchia e da qui in Siria, prima di essere stati fermate e rimpatriate. Secondo uno dei responsabili della loro scuola le ragazze sono rimaste vittime di "predatori online".

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