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"Torturati ostaggi che non sapevano il Corano", il racconto dei testimoni a Dacca

02 luglio 2016 | 10.32
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(Afp) - AFP

Risparmiato chi era in grado di recitare il Corano, torturati gli ostaggi che invece non lo erano, spiega Rezaul Karim, il padre di uno degli ostaggi riusciti a sfuggire all'attacco del ristorante di Gulshan, il quartiere dei diplomatici di Dacca, in una intervista al quotidiano Daily Star. Hasnat Karim, la moglie Sharmin, la figlia 13enne Safa, e il figlio di otto anni Rayan, si trovavano al ristorante spagnolo per festeggiare il compleanno di Safa.

"Gli assalitori non hanno maltrattato i bengalesi, hanno anche assicurato che fosse servito loro cibo durante l'assedio. Hanno effettuato verifiche sulla religione degli ostaggi chiedendo a tutti di recitare il Corano. Chi è stato in grado di recitare un verso o due è stato risparmiato, gli altri sono stati torturati", ha ricostruito il padre di Hasnet.

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