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Ucraina-Russia, generale Camporini: "Eventuale guerra non coinvolge Italia"

22 febbraio 2022 | 12.03
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"L'unica cosa che può accadere è un supporto di tipo logistico da parte di alcuni paesi, ma non della Nato in quanto tale"

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(Afp)

"Una guerra eventuale non coinvolgerebbe noi. Il problema riguarda principalmente la Russia e l'Ucraina, che non è un membro della Nato e non gode della garanzia dell'intervento degli altri membri dell'Alleanza. L'unica cosa che può accadere è un supporto di tipo logistico da parte di alcuni paesi, ma non della Nato in quanto tale". Lo dice all'Adnkronos il generale Vincenzo Camporini, ex capo di stato maggiore dell'Aeronautica Militare e della difesa, commentando le tensioni tra Russia e Ucraina.

"Abbiamo già visto che la Gran Bretagna, gli Stati Uniti stessi e qualche paese baltico hanno mandato dei rifornimenti e delle munizioni all'Ucraina ed è il massimo, credo, che possa accadere. Bisogna vedere - spiega - come reagirà l'Ucraina a questa dichiarazione che è la fotocopia di quello che è accaduto nel 2008 con la Georgia, quando due regioni avevano manifestato tendenze separatiste. Allora ci fu un tentativo del governo georgiano di riprendersi la sua metà su quelle regioni, intervenne la Russia e ora abbiamo queste due regioni, l'Abkhazia e l'Ossezia meridionale, che sono state riconosciute da Mosca, ma solo da Mosca, come entità autonoma".

"La cosa potrebbe fermarsi lì, sarebbe comunque un vulnus inaccettabile ma non ci sarebbero poi ulteriori conseguenze sul terreno - continua il generale - se invece l'Ucraina dovesse reagire militarmente, a quel punto si scatenerebbe davvero la guerra tra Russia e Ucraina e sarebbe una guerra sicuramente molto intensa e pericolosa. Il supporto che noi possiamo dare è quello delle famose sanzioni, che non servono tanto a punire quanto a far crescere il prezzo di quello che sta facendo a Putin in modo tale da indurlo a più miti consigli. Così come stanno le cose, l'unica cosa che può accadere è la decisione sulle sanzioni che è un dibattito molto acceso in corso fra le capitali, che comunque avrà dei costi significativi anche per noi, sia dal punto di vista dei consumi energetici sia che dal punto di vista dell'attività economica, bloccando le nostre esportazioni in Russia".

(di Silvia Mancinelli)

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